Il M5S dice no al traforo del Monte Grappa e la costruzione della Nuova Valsugana

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Martedì 27 agosto il deputato Federico D’Incà ha incontrato i comitati e i gruppi locali del MoVimento Cinque Stelle che si oppongono alla realizzazione del traforo del Monte Grappa e alla costruzione della Nuova Valsugana.

“Ad oggi l’iter del progetto è fermo alla VIA nazionale” spiega D’Incà “disegno che ha richiesto alla Regione Veneto uno studio più approfondito in merito ai fenomeni carsici che interessano il Massiccio del Grappa. Da questo studio si evidenzia come la progettazione di tali infrastrutture, in fase preliminare, abbia preferito la semplificazione, anziché, visto la sensibilità dell’area, una valutazione più approfondita con l’analisi di dati precisi che ne mettessero in luce la reale situazione”.

D’Incà spiega inoltre che i rischi sono enormi anche dal punto di vista ambientale come il possibile inquinamento delle falde acquifere che costituiscono i serbatoi di approvvigionamento di acqua potabile per migliaia di cittadini. A ciò si aggiunge anche un processo di aumento di costi con un uso indiscriminato del Project Financig che, come già sottolineato più volte dal MoVimento Cinque Stelle, è un problema che coinvolge molti progetti pubblici nella Regione Veneto. Spiega a tal proposito D’Incà: “Attraverso questo meccanismo il traforo di 12 km sotto il Monte Grappa e la tratta autostradale potranno essere in equilibro finanziario con il passaggio di 30.000/40.000 autoveicoli contro i 10.000 12.000 attuali, numeri praticamente irraggiungibili”. Inoltre, una volta ultimata la tratta autostradale in Veneto, il Trentino non intende farla proseguire lungo la Valsugana in quanto la provincia autonoma preferisce indirizzare nuovi investimenti sulla rete ferroviaria sia per il trasporto merci che per lo sviluppo turistico.

“Ritengo fuori da ogni logica un investimento di questo tipo” ribadisce D’Incà che sottolinea l’importanza di  risolvere prima le problematiche  del breve tratto dell’attuale Valsugana oltre allo sviluppo della metropolitana di superficie veneta e il fondamentale “Anello Ferroviario delle Dolomiti” con il tratto Dobbiaco-Calalzo e, nel caso in questione, Feltre-Cismon del Grappa “di cui siamo sicuri essere interessato anche il Trentino-Alto Adige, per uno sviluppo turistico unitario delle Dolomiti e in questo caso della Valle del Brenta. Il futuro delle nostre comunità è legato allo sviluppo sostenibile del territorio. Le nuove generazioni non meritano i debiti e gli errori dell’attuale Amministrazione regionale Veneta.”

20130827_203946 20130827_220742 D'Incà e gruppo Solagna_900

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Pubblicato giorno 4 settembre 2013


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