Stop ai progetti di finanza: la richiesta del M5S alla giunta Zaia

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Con riferimento all’udienza della Corte dei Conti della Regione Veneto, tenutasi il 25 settembre scorso presso la prefettura di Venezia per l’attestazione di regolarità del bilancio regionale 2012, il MoVimento 5 Stelle tiene a sottolineare e a portare in assoluta evidenza le affermazioni del Governatore Zaia che, durante l’udienza, a fronte del paventato risultato positivo ed in virtù della necessità di contenere comunque la spesa pubblica, ha chiesto ai magistrati della Corte dei Conti un aiuto per un obiettivo ambizioso, ovvero rivedere i contratti di finanza di progetto, che pesano sul bilancio regionale: “Abbiamo bisogno della vostra collaborazione, ad esempio, per verificare le condizioni di rinegoziazione dei progetti di finanza che abbiamo ereditato e che rappresentano oggettivamente un aggravio per i nostri bilanci, come voi stessi avete evidenziato nella relazione. Rimetterci mano, magari avvalendoci di finanziamenti della Banca Europea degli investimenti, potrebbe essere una soluzione alla quale potremmo lavorare con il vostro aiuto”.

La Corte dei Conti ha posto in evidenza come negli ultimi anni della passata legislatura (2007-2010) sono stati anni di vacche troppo grasse dove si è accumulato un debito ingente che ha “ingessato” i conti degli anni successivi, ma già per l’esercizio 2011 nel “Referto sulla gestione finanziaria della Regione Veneto per la verifica dell’attuazione delle leggi regionali di principio e di programma Parte Generale Indagine sull’assistenza sanitaria nel Veneto” (pag. 345), la Corte dei Conti evidenziava che circa il 46% degli oneri finanziari della regione era costituito da canoni e oneri accessori per Project Financing. Da immaginarsi, ovviamente, che per l’esercizio 2012 non ci si discosti di molto da tale percentuale.

Il M5S tiene a sottolineare che il Governatore avrebbe dovuto prendere provvedimenti già a partire dal 2010 quando, nel Dicembre dello stesso anno, la 5^ Commissione Consiliare Regionale, nella relazione conclusiva sull’analisi comparativa di esperienze di finanza di progetto avviate da alcune USL del Veneto, lo aveva caldamente invitato a prendere urgenti provvedimenti per eliminare gravi criticità nell’applicazione dei contratti di Project Financing come ad esempio: l’incidenza dell’IVA con l’aliquota pari al 20% sul canone complessivo anche per servizi che prevedono aliquote inferiori (4-10%); la presenza nei contratti di clausole “vessatorie” a danno dei Concedenti; assenza nei Project della clausola di riscatto; la durata del vincolo di concessione troppo estesa (25/30 anni)con impossibilità di rinegoziazione e di effettuare per un lungo periodo nuove gare o ricorrere a gare Consip, notoriamente più convenienti; la mancanza di personale altamente specializzato atto a supportare in modo “forte” le singole aziende sanitarie nelle loro scelte.

Pur avendo ereditato i contratti di Finanza di Progetto ci domandiamo cosa abbia attuato la Giunta Zaia in questi ultimi tre anni per contrastare tali criticità? Quali sono stati i provvedimenti adottati?

Che fine ha fatto e quali risultati sta ottenendo la Commissione d’Inchiesta sui lavori pubblici regionali istituita con deliberazione del Consiglio Regionale n.21 del 22/03/2013 che deve verificare, a fronte di quella che è stata definitala nuova “tangentopoliveneta”, procedure, costi e tempi di affidamento, aggiudicazione e realizzazione dei lavori pubblici di competenza regionale, con particolare riguardo a quelli eseguiti o in corso di esecuzione/affidamento attraverso Project Financing?

Il M5S già nel dicembre 2012, in una comunicazione al Governatore Zaia, denunciava il fallimento di un modello di intervento e di gestione dei servizi in ambito sanitario perseguito con il largo utilizzo del Project Financing, puntualizzando sulla rigidità dei contratti di project e della loro sostanziale immodificabilità, quantomeno per la parte relativa al canone di disponibilità.

Il M5S di Venezia a marzo 2013 ha chiesto l’intervento della Corte dei Conti e della Guarda di Finanza, sui conti dell’ospedale all’Angelo di Mestre sul PF e siamo in attesa degli sviluppi delle indagini.

Il M5S a fine maggio 2013 tramite il proprio deputato, Federico D’Incà, ha presentato richiesta di accesso agli atti della superstrada pedemontana, in particolare alla Convenzione tra il Commissario Vernizzi ed il Concessionario SIS che realizza l’opera; la documentazione è stata negata al parlamentare affermando, a giustificazione del diniego, che la richiesta era “priva degli elementi a dimostrare la sussistenza dell’interesse diretto, concreto ed attuale” necessari per fornire la documentazione, in quanto, tali atti attengono alla fase contrattuale privata intercorrente tra le parti.
Ma come può un’opera di così vaste proporzioni, che coinvolge un intero territorio della Regione Veneto, che ha un impegno economico così importante (2,5 miliardi di euro) anche a carico dello Stato e che perdura da così tanto tempo, essere considerata “una questione tra privati”? E questo, senza contare l’ulteriore contributo pubblico che la SIS riceverà entro fine anno, grazie alla norma detta “sblocca cantieri” contenuta nel Decreto del Fare, la quale prevede un finanziamento a fondo perduto di 40 milioni di euro per rilanciare gli interventi in Project Financing in corso di realizzazione.

Il MoVimento 5 Stelle invita nuovamentecon forza la giunta Zaia ad un complessivo ripensamento circa la congruità del largo ed indiscriminato utilizzo degli strumenti di finanza di progetto sin qui adottati, rispetto alle finalità istituzionali e di interesse pubblico assegnate e chiede al contempo, per tutti i progetti interessati da tale modalità di finanziamento, un immediato periodo di moratoria che blocchi ogni ulteriore iniziativa da parte dei proponenti e sospenda l’iter di approvazione ed avvio di quanti in tale fase si trovino, a cominciare dall’assegnazione in appalto, in questi giorni, della superstrada denominata “Via del mare: collegamento A4 – Jesolo e litorali”, un progetto di finanza, che vede tra le società proponenti il Consorzio Vie del Mare ed Adria Infrastrutture SpA, che facevano capo, fino a poco tempo fa, rispettivamente a Piergiorgio Baita ed a Claudia Minutillo, tra i principali indagati nell’inchiesta sulla cosiddetta “tangentopoli veneta”.

Contestualmente chiediamo che le commissioni I^ e II^ si attivino congiuntamente, anche alla luce del D.L.179/2012, per l’esame dei progetti di finanza stradali e autostradali attualmente in corso, come fatto a suo tempo dalla V^ commissione per i progetti di finanza in ambito sanitario.

MoVimento 5 Stelle Veneto

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Pubblicato giorno 1 ottobre 2013


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