Report della visita a sorpresa del M5S al carcere di Belluno

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Sabato 9 novembre 2013 il deputato e vice capogruppo alla Camera del MoVimento 5 Stelle Federico D’Incà, assieme al senatore Enrico Cappelletti, ha visitato il carcere di Belluno.

Questo è stato un sopralluogo con funzione di ispezione, senza preavviso al personale penitenziario, durante il quale abbiamo visitato con attenzione tutti i reparti maschile, femminile e transessuale” spiega D’Incà.
Con questa visita i due parlamentati hanno voluto verificare le condizioni dei carcerati, la gestione della struttura e tutte le azioni messe in opera per il reinserimento nella società dei detenuti. “Per queste ragioni abbiamo visionato sia le parti ricreative sia le cucine, entrando anche nelle celle che ospitano i detenuti per una verifica igienica e a norma di legge delle stanze”.
Un carcere, quello di Belluno, datato e in parte ristrutturato internamente attraverso anche l’operato dei detenuti, azione questa che viene incontro al bisogno di attività riabilitative e che permette anche di rientrare in possesso di una qualifica utile nel reinserimento nella società civile una volta acquisita la libertà. Un altro importante progetto di formazione viene svolto dai detenuti operai che fornisco prestazioni lavorative retribuite e riguarda le lavorazioni industriali messe in campo nel carcere e attuate con l’impegno di alcune aziende bellunesi che forniscono commesse nel campo della occhialeria e della meccanica.

Da quanto visto si denota un forte impegno dell’amministrazione carceraria nel miglioramento delle condizioni strutturali del carcere del capoluogo” dichiara il parlamentare bellunese. “Le nuove celle infatti risultano essere molto più accoglienti e a norma di legge rispetto ad alcune che devono ancora essere ristrutturate e che rasentano il degrado. Inoltre, il nuovo padiglione sarà adibito al fine lavorativo, a progetti di reinserimento e scolarizzazione”.

I detenuti del carcere bellunese sono 107, di cui meno di una decina sono bellunesi ed il restante proviene da Padova e Venezia; il 70-80% del totale è rappresentato da detenuti stranieri.
“L’attuale situazione di sovraffollamento delle carceri italiani non è di certo sanabile con un semplice indulto o amnistia” sottolinea D’Incà. Infatti la maggior parte dei detenuti, al termine del periodo di carcerazione, mostra un alto tasso di recidiva del reato, fattore questo che rende necessario un ripensamento assoluto dei programmi di reinserimento nella società civile. A questo si aggiunge l’esistenza di una legislazione, come la “Legge Fini-Giovanardi”, che ha costretto in detenzione persone colpevoli di azioni che in altri Paesi non costituiscono nemmeno reato. Infine gli stranieri detenuti, un numero consistente di persone, dovrebbero, una volta effettuato il riconoscimento, scontare il periodo carcerario nel loro Paese di origine.

Questa visita a sorpresa rientra in un progetto più ampio che prevede il controllo e la valutazione della situazione nei diversi penitenziari presenti nella Regione Veneto. Alla fine delle visite si terrà a Venezia una tavola rotonda fra i 13 parlamentari del Movimento 5 Stelle del Veneto per fare il punto della situazione.
D’Incà conclude ringraziando gli agenti penitenziari che svolgono ogni giorno un ruolo impegnativo con professionalità e coscienza civile.

Di seguito il servizio di Antenna3

 

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Pubblicato giorno 11 novembre 2013


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