Intervento sfiducia Renzi

Federico D'Incà

Presidente, gentili colleghi, Ministri tutti e cittadini che ci seguono in diretta

Per la terza volta le ingerenze dirette del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano permettono di usurpare la Costituzione e di legittimare un nuovo governo che non ha le basi parlamentari promesse dai partiti al momento del voto del febbraio 2013.

Cittadini, colleghi, questo è solo un Governo della propaganda, un Letta-bis o meglio un Napolitano-ter. Quando Matteo Renzi venerdì è entrato dal Presidente delle Repubblica aveva un’unica novità da proporre: la figura del magistrato antimafia Nicola Gratteri come Ministro della Giustizia.

Ma il primo ministro, che da oggi è il Signor INCIUCIO, ambizioso come nessun altro, ha scelto il compromesso di Napolitano per accontentare Berlusconi, senza nominare un ministro alla giustizia competente e onesto.

Primo ministro, Lei sognava di farci uscire dalla palude, mentre invece siamo finiti nelle sabbie mobili. Voleva Del Rio all’economia e ci siamo trovati con Padoan, consigliere di D’Alema e di Amato, nonché Direttore Esecutivo per l’Italia del Fondo Monetario Internazionale con responsabilità su Paesi quali la Grecia…
Abbiamo inoltre ancora Alfano, ministro dell’Interno, la persona che Lei, Renzi, definì «colpevole di una vicenda di cui come italiano mi vergogno, che coinvolge una bambina di 6 anni»,

ma non doveva essere cacciato?

E andando avanti in questa hit parade dell’orrore, Lupi per fagocitare le Infrastrutture. Poletti dalle Coop Rosse direttamente al Ministero del Lavoro, ma chiaramente senza nessun conflitto d’interesse. Lorenzin e Franceschini, da Lei definito “vicedisastro”, che facevano parte del governo “stai sereno”.

Caro Presidente, visto il coraggio in questi giorni dimostrato e soprattutto la capacità di imporsi su vecchi schemi di potere, ci riferiremo a Lei come Renziil Presidente del Coniglio PD.

In tutto questo Noi di certo non vogliamo tenervi sulle spine, non avrete la nostra fiducia.

In questi giorni abbiamo assistito a consultazioni farsa che hanno espresso un governo farsa, e quello che oggi voglio aggiungere è che ci troviamo di fronte una maggioranza farsa.
Qualche informazione sul premier: Matteo Renzi, l’uomo che – prima ancora di insediarsi – ha già collezionato la prima menzogna sulla finta abolizione del finanziamento pubblico ai partiti.

Breve antologia del festival delle dichiarazioni:

“Voglio cambiare l’Italia, non cambiare il governo”. Punto a far lavorare il governo, non a farlo cadere. Enrico ci ha chiesto un patto di coalizione e io sono d’accordo” (10 dicembre).

“Tutto il Pd aiuterà Enrico nel semestre di presidenza europeo” (15 dicembre).

Per il 2014 il Premier è e sarà Enrico Letta” (22 dicembre).

“Nessuna intesa tra Letta, Alfano e me. Non voglio assolutamente essere accomunato a loro, integrato come in uno schema: io sono totalmente diverso, per tanti motivi.” (29 dicembre).

“Enrico non si fida di me, ma sbaglia: io sono leale” (12 gennaio).

“Il governo Letta deve lavorare per tutto il 2014″ (13 gennaio).

Creiamo un hashtag ‘enricostaisereno’, nessuno ti vuole prendere il posto, vai avanti, fai quel che devi fare, fallo” (18 gennaio).

“La staffetta Letta-Renzi non è assolutamente all’ordine del giorno. Io, sia chiaro, sto fuori da tutto” (5 febbraio).

“Ma perché dobbiamo andare a Palazzo Chigi senza elezioni? Ma chi ce lo fa fare? E ci sono anch’io tra questi, nessuno di noi ha chiesto di andare al governo” (10 febbraio).

Insomma, un uomo di parola. Non c’è che dire.

Ma torniamo a quest’aula parlamentare.
Dal 29 aprile al 14 febbraio – giorno in cui di fatto è caduto il governo Letta – sono passati 292 giorni, guarda caso l’esatto numero dei deputati del PD senza Letta, nemmeno l’aveste fatto apposta.
Riesco a vedere uno per uno i deputati PD che voltano la faccia al loro primo Ministro, uno alla volta, uno al giorno. Epifani un giorno, Damiano il giorno successivo, poi toccava a Franceschini e via così finché Capitan Letta è rimasto solo, senza poter nemmeno passare per l’aula, cornuto e bastonato come nelle migliori trame della commedia politica nostrana.
Non gli avete nemmeno concesso l’onore delle armi, tanto era succulento il toro Letta ferito e agonizzante al centro della corrida del Partito Democratico, con 292 spettatori urlanti e con il pollice verso il basso che gridavano a Renzi: finiscilo…

Ma torniamo ad un altro avvenimento che ha illuminato tutta questa vicenda.
Prendiamo le parole dell’ex Ministro Fabrizio Barca, parole che fanno chiarezza su chi vuole in realtà questo governo. Parole testuali dell’ex Ministro Barca:

“E’ iniziata la Sarabanda de La Repubblica che continua. Io più vedo un imprenditore che fa un’operazione politica più ho conferma di tutte le mie preoccupazioni. Un imprenditore che si fa sentire, eccetera. Essendo una cosa priva di un’idea, c’è un livello di avventurismo. Non essendoci un’idea siamo agli slogan. “Salvare la Patria” da un lato e dall’altro “cambiare la Patria”. Questo mi rattrista, sto male. Sono preoccupatissimo.
E ancora: “Vedo uno sfarinamento veramente impressionante. Sono colpito dall’insistenza, segno della loro confusione, disperazione. [...] sono fuori, sono fuori di testa. [...] C’è una cosa che si chiama umanità. In tutta questa vicenda, oltre all’irresponsabilità politica, credo che ci sia un metodo disumanizzante. E infine ancora Barca “La cosa seria, il problema vero è un altro: ma tra 30 giorni, quando si capisce che non c’è niente, il Paese va via di testa.

Vergognatevi, vergognatevi tutti, non meritate di rappresentare gli italiani, le parole di Barca sono le fiamme ardenti dove oggi brucia la nostra Costituzione. Ci rivelano uno scenario inquietante di poteri forti come quelli rappresentati dell’Ingegner Carlo De Benedetti che tramano nell’ombra con l’avallo del Presidente della Repubblica.

Vergognatevi mentre comprate cacciabombardieri obsoleti e non trovate i soldi per l’edilizia scolastica né per il dissesto idrogeologico, mentre regalate milioni ai concessionari di slot machines e alle banche e non trovate i soldi per il reddito di cittadinanza. Vergognatevi!

La verità è che l’Italia si aspetta che tutti noi andiamo Oltre questo tempo, Oltre il tempo dei partiti, degli accordi di potere dove le parole sono il lenzuolo bianco disteso sopra il cadavere ancora tiepido che rappresenta il futuro del nostro Paese.

Le persone non credono più nelle parole cariche di ipocrisia, parole ingorde di soldi pubblici, parole che diventano firme di accordo tra antichi finti nemici ma in realtà collusi amici di merende. I cittadini credono nella restituzione dei rimborsi elettorali – cosa che noi abbiamo fatto i cittadini credono nei tagli ai costi della politica – e noi ci siamo tagliati lo stipendio per aiutare le Piccole e Medie Imprese.

Gli italiani vogliono parole guerriere, e fatti ancora più guerrieri, vogliono gridare e battere il pugno su questo tavolo, vogliono che ogni discorso fatto in quest’aula si trasformi in azione immediata.

Primo ministro, ieri ci ha parlato di “bisogno di indicare una prospettiva di futuro”, ci parla di “segnali simbolici”, noi invece le parliamo di proposte di legge concrete e già depositate: Reddito di cittadinanza, Conflitto d’interessi, Cancellazione dell’Irap per le microimprese.

Questo non è un Paese che si può permettere segnali simbolici, questo è un Paese che ha bisogno di risposte subito! I cittadini chiedono di uscire dalle logiche dei partiti, chiedono aria pulita e acqua pubblica, vogliono banche di cui fidarsi, vogliono un futuro sostenibile e andare in pensione con 40 anni di contributi che bastano e avanzano.

In questo Paese vi è un’unica forza politica che può realizzare questo per le persone ed è il MoVimento 5 Stelle. Noi abbiamo l’onestà, il coraggio e l’orgoglio di rialzare la testa dopo anni di soprusi, noi abbiamo resistito ad ogni genere di attacco e nel frattempo abbiamo studiato, abbiamo aperto le porte di questo palazzo e fatto entrare aria fresca, pulita e limpida. Noi siamo pronti e lo ripeto, noi siamo pronti a governare questo Paese.

Oggi la maggioranza di quest’aula darà la fiducia a questo governo e sarà l’ultimo governo dei partiti. Non conosciamo ancora ora e giorno delle nuove elezioni ma vi posso assicurare che il prossimo sarà “Il Governo del MoVimento 5 Stelle”.

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Pubblicato giorno 26 febbraio 2014


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