Mose-Veneto-PD: quando tutto il cesto sembra contenere mele marce

mele marce

Incredibile come il PD stia giocando con il futuro del Veneto: si passano la palla tra il Segretario Regionale e il Vicesegretario Nazionale, poi la lanciano lontana verso il sindaco che diceva di tornare ma che improvvisamente si dimette, che la rimette nel mucchio beccando l’ex presidente del Consorzio che per primo, con l’aiuto dell’amico imprenditore, aveva creato palle per tutti, così che potessero giocare felici sia a Destra che Sinistra lasciando giocare lui, l’ex Presidente del Consorzio, con quelli che comandano veramente il gioco e che forse ancora sono stati solo sfiorati dalla palla magica del Mose.

Perdonate il gioco di parole, ma è faticoso persino rimanere aggiornati sugli avvenimenti.

Orsoni si dimette, dagli interrogatori davanti ai magistrati dice che:  “Mazzacurati è venuto diverse volte a casa mia, ogni tanto mi lasciava dei carteggi e delle buste, non sempre ho aperto per vedere cosa c’era dentro”. I pm gli chiedono se li avesse poi portati al Pd. “Può anche essere, ma non ricordo. I fatti sono avvenuti anni fa”. Aggiunge inoltre che di fronte alle insistenze pressanti dei tre esponenti del Pd: Zoggia, Marchese e Mognato, aveva “delle perplessità. Ma mi dissero che era sempre avvenuto così a Venezia, che si andava a chiedere il contributo a Mazzacurati. Che era una cosa avvenuta in passato con i precedenti sindaci”. Inoltre sempre Orsoni “Io chiedevo a lui i fondi su richiesta del partito ma non mi sono mai occupato di organizzare né finanziare alcuna iniziativa elettorale così come non potevo di certo sapere se quei soldi provenissero da fondi neri”.

Secondo i PM “Nella sostanza Orsoni riconduce la sua candidatura a un’iniziativa del Partito Democratico, alla ricerca di una personalità credibile e idonea ad aggregare un vasto consenso politico”, come diremo noi del MoVimento 5 Stelle: la classica foglia di fico dietro cui nascondersi per vincere le elezioni.

E allora vediamo come si comporta il PD Veneto:
“Siamo umanamente dispiaciuti – affermavano Debora Serracchiani, vice segretario Pd e Roger De Menech, segretario regionale – per la condizione in cui si trova Giorgio Orsoni, ma dopo quanto accaduto ieri, e a seguito di un approfondito confronto con i segretari cittadino provinciale e regionale del Pd, abbiamo maturato la convinzione che non vi siano le condizioni perché prosegua nel suo mandato di sindaco di Venezia. Invitiamo quindi Orsoni – proseguono – a riflettere sull’opportunità nell’interesse dei cittadini di Venezia e per la città stessa di offrire le sue dimissioni. Siamo convinti, inoltre, che non si debba disperdere quanto di buono il Pd di Venezia e tanti bravi amministratori hanno fatto e stanno facendo per la città. Per questo e per la necessaria chiarezza indispensabile in simili frangenti riteniamo che lo stesso Orsoni saprà dare prova di grande responsabilità“.

Responsabilità arrivata con le dimissioni. Il PD comanda e il sindaco che non è del PD, come affermava la segreteria regionale qualche giorno fa, accetta il benservito.

Dal mio punto di vista posso capire che in un grande cesto vi sia una mela marcia e che questa venga allontanata, non è comprensibile invece quando tutto il cesto sembra contenere mele marce. Il Mose è un sistema corrotto che coinvolge sinistra e destra che hanno governato il Veneto e Venezia. Quello che percepisco è che si sta allontanando dal cesto solo chi è impossibile da salvare, in modo da dare una parvenza di giustizia interna, ma quello che mi sembra evidente è che foglie di fico allontano altre foglie di fico.

Ma chi è il grande burattinaio? Chi c’è dietro a tutto? Come potevano agire indisturbati Mazzacurati e soci? In regione Veneto non sento un filo di voce uscire, dov’è il Presidente Zaia? Cosa vuole fare per verificare lo stato delle cose in tutte le grandi opere in Project Financing e accaparrate nel corso degli anni dai soliti noti?

Vogliamo chiarezza e io non la chiedo nemmeno da parlamentare del MoVimento 5 Stelle, la chiedo da veneto!

Per questo anche se credo che tutti nei prossimi giorni saremo ipnotizzati dal grande gioco del calcio con il Mondiale in Brasile, chiedo agli uomini e alle donne che vogliono uscire dall’incubo veneto e italiano della corruzione come arma di arricchimento di pochi per impoverire i molti, di prestare la massima attenzione alle vicende del Mose.

Tra un gol e l’altro postiamo con serietà e conoscenza tutto quello che sta succedendo, informiamoci e leggiamo, difendiamoci dal sistema e agiamo di contropiede. Se siamo in tanti nemmeno l’arbitro, che tutti sappiamo essere venduto al più forte, potrà fermarci.
Vinciamo poi, o meglio, dopo il Mose.

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Pubblicato giorno 13 giugno 2014


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