Imposta di bollo al Soccorso Alpino: un atto di disuguaglianza

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La novità dell’imposta di bollo di 16,00 € a carico dei volontari CNSAS scuote il mondo del volontariato e indigna chi da anni presta il suo tempo soprattutto nelle situazioni di emergenza e pericolo in montagna. Federico D’Incà, deputato del MoVimento 5 Stelle ha inviato una interrogazione scritta al Ministro del lavoro e delle politiche sociali, On. Giuliano Poletti e al Ministro dell’economia e delle Finanze, On. Pier Carlo Padoan per chiedere delle spiegazioni e per sollecitare una nuova soluzione più equa.

La Costituzione riconosce al Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico del Club Alpino Italiano numerose competenze di pubblica utilità in particolare per il soccorso nel territorio montano. Il CNSAS inoltre contribuisce alla prevenzione ed alla vigilanza degli infortuni durante diverse attività sportive, speleologiche, culturali e molto altro svolte in ambiente montano durate tutte le stagioni.

Per legge i volontari del Corpo nazionale del soccorso alpino e speleologico (C.N.S.A.S.) e del Club alpino italiano (CAI) hanno diritto ad astenersi dal lavoro nei giorni in cui svolgono le operazioni di soccorso alpino e speleologico oltre alle relative esercitazioni. Mentre i volontari lavoratori dipendenti beneficiano direttamente del pagamento della retribuzione spettante, senza alcuna imposta, i volontari lavoratori autonomi percepiscono un’indennità presentando un’istanza “già assoggettata a ritenuta di acconto del 20% e fino ad ora ad un importo di 2,00 € a titolo di imposta di bollo. Il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, in data 26 giugno 2014, ha comunicato che per ciascuna istanza, non si dovrà più applicare il bollo di 2,00 €, ma bensì quello di 16,00 € per ogni foglio.“Creando una situazione di disparità tra i volontari lavoratori autonomi e volontari lavoratori dipendenti oltre ad un aggravio fiscale notevole su una prestazione d’opera volontaria e di fondamentale importanza per il territorio montano” spiega D’Incà.

“La mia interrogazione spinge sulle azioni legislative che si intende intraprendere al fine di ripristinare il regime tributario e fiscale soprattutto per garantire il principio di uguaglianza fra i volontari dipendenti e autonomi. Ma soprattutto cosa si intende fare per tutelare ed incentivare un servizio fondamentale, svolto prevalentemente da volontari, e che ha già subito diversi tagli nel corso degli ultimi anni” conclude D’Incà.

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Pubblicato giorno 11 luglio 2014


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2 Comments on “Imposta di bollo al Soccorso Alpino: un atto di disuguaglianza

  1. Vuol dire quindi, che pur non avendo la necessaria qualifica per fare soccorso alpino, ma le sufficienti capacità tecniche per soccorrere un amico o un parente che mi contatta perché magari s’è slogato una caviglia in montagna, non sarei obbligato a versare € 16,00 prima di avviarmi sul posto, giusto? per la serie: come ammazzare l’autodeterminazione a colpi di tasse

  2. Dizionario della lingua italiana: Volontario
    1 agg: che è fatto consapevolmente e deliberatamente, per una decisione della volontà del soggetto
    2 agg: di persona, che compie qualcosa di propria volontà
    3 sm: chi offre la propria opera o accetta una responsabilità senza esservi obbligato.

    In italia ci sono migliaia di VOLONTARI che non percepiscono un centesimo….
    Quindi o si batte per tutti o per nessuno… questa è discriminazione.

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