Interrogazione di D’Incà (M5S) sui diritti dei disabili

Disabili-autobus

Federico D’Incà deputato del MoVimento 5 Stelle pone attenzione sulla fruibilità dei servizi pubblici da parte delle persone diversmente abili.

Sono sempre più diffusi gli episodi che denunciano la difficoltà che tali soggetti riscontrano nella vita quotidiana e per la Provincia di Belluno esemplare è stato il caso di Mauro Quintavalle accaduto nel dicembre scorso. Il signore non vedente, con cane guida al seguito, presso il parcheggio di Lambioi si è trovato al centro di una disputa sui diritti dei non vedenti e delle loro guide a quattro zampe. L’addetto alle scale mobili, attenendosi al regolamento trasmessogli, non ha consentito l’accesso alle scale con il cane: episodio per il quale il Comune di Belluno si è scusato pubblicamente.

Fra i casi molto gravi si annovera poi quello accaduto a Roma e documentato anche dal Tg3 dove una madre assieme al figlio disabile non ha potuto accedere autonomamente alla metropolitana in quanto l’ascensore e il montascale erano fuori uso per l’incuria della società che ne gestisce i servizi. Il caso si è concluso con una Sentenza che ha visto il Tribunale di Roma condannare contemporaneamente sia il Comune della Capitale che l’Azienda Municipalizzata dei Trasporti, per avere discriminato un giovane con disabilità impedendogli di accedere alla metropolitana.

“Al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’On. Maurizio Lupi” chiede Federico D’Incà “se e quali azioni intenda intraprendere, al fine di evitare il ripetersi di episodi quali quelli denunciati, vigilando affinchè i regolamenti adottati dalle amministrazioni locali non deroghino alla legislazione Nazionale come avvenuto soprattutto nel Comune di Roma”.

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Pubblicato giorno 23 luglio 2014


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One Comment on “Interrogazione di D’Incà (M5S) sui diritti dei disabili

  1. Caro Onorevole D’Inca, ben fatto!
    Sono convinto che quando una comunità civica risolve e/o rimuove un problema, una barriera per una persona disabile, una persona in difficoltà, un soggetto “debole”, in sostanza risolve un problema di: TUTTI!!!!! E’ un investimento sociale, una utilità sociale con importanti ricadute anche economiche di contenimento di spesa pubblica. C’è un altro grande problema di tutti, che spesso incontrano anche le persone con disabilità: la mala-sanità. Anzi a volte una persona diventa disabile, fin dalla nascita, per problemi di malasanità. In alcuni casi queste persone chiedono giustizia, un giusto processo. Capita allora, come nel mio caso concreto, che riguarda il Tribunale di Venezia, che il giudice nomini un consulente del tribunale, scegliendolo tra i medici legali iscritti a questa funzione. Capita che molti di questi medici legali svolgano anche attività di consulenza retribuite per le compagnie di assicurazione. Capita sempre che nelle cause di malasanità i medici e le strutture chiamate in giudizio siano coperte da assicurazione, per cui la causa viene presa in mano da avvocati che lavorano per le assicurazioni. Ne consegue che una possibilità, un dubbio fondato, di: conflitto di interesse … fino alla corruzione in atti giudiziari. Non dico che questo esista sempre nella pratica, ma il dubbio c’è e non si fa nulla per rimuoverlo. In più nei casi di malasanità si tratta di medici che giudicano altri medici , a volte colleghi e/o iscritti allo stesso ordine, altro motivo di non trasparenza e imparzialità certa del processo. La consulenza del Tribunale, CTU, riveste una notevole importanza di orientamento del giudice nel determinare l’esito del procedimento civile, in questo casa. La consulenza viene svolta e affidata a medici legali che non sono al di sopra di ogni ragionevole dubbio di imparzialità. Sapete come risponde il presidente del Tribunale a queste osservazioni: “ .. cosa posso farci, sono tutti così: Però guardi che prima di accettare l’incarico: giurano!”. Se a questo si aggiunge il fatto che capita pure che il giudice si affidi solo alla perizia CTU e non legga gli atti del processo … all’ora l’ingiustizia è piena, e può capitare a tutti in tutte le materie toccate dalle consulenze del tribunale. La soluzione c’è ed è semplice: affidare la fondamentale funzione di CTU a professionisti e tecnici realmente super-partes, che svolgano solo questo lavoro, in una struttura pubblica e soggetti alle regole che interessano gli altri pubblici dipendenti nel caso di svolgimento di altre prestazioni professionali, che devono essere dichiarate ogni hanno e valutate per eliminare ogni forma di incompatibilità e conflitto di interessi con lo svolgimento dell’incarico pubblico. Come una soluzione potrebbe essere quella di affidare questi incarichi a corpi dello stato come i NAS, la polizia giudiziaria e scientifica. E’ una soluzione semplice e di facile applicazione che richiederebbe solo delle iniziative di tipo organizzativo all’interno della macchina della giustizia del Ministero. Sapete cosa mi risponde a proposito il Ministero della Giustizia, nella funzione del Responsabile della Trasparenza e Magistrato di Gabinetto del Ministro: “ … il Responsabile della Trasparenza è competente solo per gli obblighi di trasparenza che riguardano l’attività amministrativa e non per quella giurisdizionale ….”. e ancora, a mie ulteriori osservazioni: “ L’art. 110 della Costituzione riserva al Ministro della giustizia solo l’organizzazione e il funzionamento dei sevizi relativi alla giustizia, non vi è alcun potere di controllo sull’attività giurisdizionale.” Appunto, rispondo,: “chiedo un controllo sull’organizzazione dei servizi relativi al giustizia nei processi, e al riguardo ci sono pronunciamenti della Corte Costituzionale e il Decreto Legislativo n. 33 del 14 marzo 2013”. A questo punto la comunicazione trasparente con il Gabinetto del Ministro della Giustizia si è interrotto, nel senso che non ricevo alcuna risposta e indicazione. Allora On. D’inca avrei bisogno di un parlamentare che mi accompagni dal Presidente del Tribunale di Venezia, (intanto, ma segnalazioni analoghe mi giungono anche da Perugia, Ivrea, Reggio Calabria e relativi tribunali), per chiedere ulteriori informazioni sulla questione, premetto che a livello comunale gli unici che mi stanno dando attenzione sono gli attivisti del M5S di Spinea. Aspetto fiducioso un suo gentile riscontro credendo che l’argomento possa e debba essere anche di interesse parlamentare perché alla fine si ledono diritti Costituzionali, di una Carta Costituzionale sotto attacco oggi, come non mai, .. un problema di: TUTTI!!!!!
    Sandro Lazzaroni pres.te onlus Sos handicap Bambini Invisibili Venezia-Spinea Spinea 24 /07 /2014

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