Caso Mose: interrogazione di D’Incà sui brevetti

mose_disegno2

Sul tavolo delle interrogazioni a firma del MoVimento Cinque Stelle arriva la tutela dei brevetti appartenenti allo Stato nel caso Mose e consorzio Nuova Venezia.

Gli antefatti. Nel febbraio 2013, su disposizione della Procura di Venezia la Guardia di finanza veniva arrestato Piergiorgio Baita, amministratore delegato dell’impresa di costruzioni Mantovani SpA, Nicolò Buson, responsabile amministrativo della stessa impresa, l’ex segretaria di Giancarlo Galan, Claudia Minutillo, ora amministratore delegato di Adria infrastrutture, e William Colombelli, presidente della società sammarinese Bmc Broke. Nel mese di luglio dello stesso anno, l’ex presidente e direttore generale del consorzio Venezia Nuova, Giovanni Mazzacurati è stato tratto agli arresti domiciliari insieme ad altre 7 persone con l’accusa di turbativa d’asta, nel corso di una operazione condotta dalla Guardia di finanza nei confronti del consorzio Venezia Nuova e di numerose società consorziate impegnate nei lavori di costruzione del Mose. Le due distnte indagini vengono definite “affini ma distinte”.

Un anno dopo, nel giugno 2014, nelle indagini della Procura di Venezia nei confronti del consorzio Venezia Nuova e di altre società consorziate impegnate nei lavori di costruzione del Mose, è emerso che i brevetti del Mose, sviluppati a spese dello Stato ma detenuti dalla società padovana Fip Industriale S.p.A. impegnata nella realizzazione del Mose, sono stati registrati a suo nome. “Il brevetto per le cerniere necessarie alla movimentazione delle paratoie del Mose risultano quindi essere registrate a nome della società padovana” spiega Federico D’incà “la quale nell’ottobre 2013 vedeva arrestati dalla Procura di Catania l’amministratore delegato Mauro Scaramuzza e un funzionario della stessa impresa, Achille Soffiato, con la pesantissima accusa di “concorso esterno in associazione mafiosa” per aver collaborato con un clan locale che avrebbe messo gli occhi sulla costruzione della tangenziale di Caltagirone, in Sicilia”.

Alla luce di questi gravi fatti al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, On. Maurizio Lupi, il deputato del MoVimento 5 Stelle chiede “quali azioni intenda attuare, per quanto di competenza, per la tutela dei brevetti appartenenti allo Stato e se ritenga di assumere iniziative per accertare eventuali responsabilità e se intenda mettere fine a tale disinvolta gestione della spesa per le opere pubbliche”. Preme inoltre sapere se è opportuno revocare, in via cautelativa e sino a compimento delle indagini, il contratto con la società FIP Industriale S.p.A. anche in merito alla registrazione del brevetto delle cerniere delle paratoie mobili.

Pin It

Share This

Pubblicato giorno 5 agosto 2014


Ti é piaciuto questo articolo,
e vuoi ricevere per email i successivi?
Iscriviti alla newsletter!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>