Necessario il trasporto biciclette sul treno per Calalzo

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Dal primo agosto è stata riaperta la tratta ferroviaria Ponte nelle Alpi-Calalzo di Cadore, chiusa dall’inverno scorso per i danni causati dal maltempo. “A Calalzo abbiamo accompagnato il ritorno del treno che è stato accolto da molti cittadini che lo aspettavano presso la stazione” spiega D’Incà del MoVimento 5 Stelle “ma sono bastati pochi giorni per assopire l’entusiasmo e scoprire che non è più possibile il trasporto delle bici su questa tratta”.
Una tratta quella fra Ponte nelle Alpi e Calalzo che costituisce un segmento essenziale dei percorsi cicloturistici che collegano la Pusteria e l’Austria, alle Dolomiti, alla pianura e alla laguna veneta “sempre più frequentati malgrado i tanti problemi irrisolti, relativi a sicurezza, segnaletica, informazione, organizzazione turistica complessiva” spiega la FIAB Belluno-Amici della Bicicletta. “Sono allibito della situazione di mancanza dei vagoni tanto decantati per il trasporto delle bici” dichiara D’Incà “e chiedo a Zaia e a chi di dovere di adoperarsi per risolvere da parte della Regione questo problema”.

Altra cosa importante per questo territorio è che Calalzo, stazione terminale delle linee ferroviarie che da Venezia e Padova salgono in Cadore, è anche punto di partenza della pista ciclopedonale “Lunga Via delle Dolomiti”, che si sviluppa fra Calalzo-Cortina d’Ampezzo-Dobbiaco. Da anni la Provincia di Belluno ha attivato su questo percorso il servizio estivo “Bike’n’Bus”, pullman con carrelloni porta bici che partono da Calalzo con destinazione Cortina e Dobbiaco, proprio in concomitanza con l’arrivo dei treni da Venezia e da Padova. Lungo la valle del Piave inoltre, nei comuni di Pieve di Cadore e di Castellavazzo, proprio in questi mesi si stanno realizzando due brevi piste ciclabili, che permetteranno di evitare due tratti molto pericolosi nel percorso tra il Cadore e il Bellunese. “In attesa di risolvere questi due “punti neri”, la segnaletica cicloturistica REV (Rete Escursionistica Veneta – Itinerario I4), dà indicazione di usare il treno tra Calalzo e Belluno, ovviamente portandosi appresso le bici!” incalza la FIAB.

Anche il deputato bellunese si unisce all’associazione FIAB Belluno-Amici della Bicicletta protestando contro questa decisione che danneggia pesantemente un’attività economica importante, in crescita, rispettosa dell’ambiente, utile anche per zone marginali e a scarso sviluppo turistico. “Chiediamo a Trenitalia Veneto di modificare la sua decisione e di dotare tutti i treni regionali, specialmente in zone turistiche, di spazi sufficienti per il trasporto delle biciclette”.

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Pubblicato giorno 12 agosto 2014


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