La biodiversità agricola da tutelare

DNA OGM

Presso la Commissione europea è in discussione il TTPI (Transatlantic Trade and Investment Partnership) ovvero il trattato transatlantico sul commercio e gli investimenti. “Una proposta di accordo di libero scambio fra Europa e Stati Uniti, attualmente oggetto di negoziati, di cui è stata divulgata una bozza nel Marzo 2014 e che potrebbe essere finalizzato entro la fine del 2014” spiega Federico D’Incà del Movimento 5 Stelle. A preoccupare il deputato sono i timori che, in nome del libero commercio, si spalanchino le porte a OGM, sia nel settore agricolo che nell’allevamento, “nonché concessioni di poteri enormi alle multinazionali che potrebbero spazzare via pratiche e tutele in ambito agricolo”.

L’anno 2014 è stato dichiarato dalle Nazioni Unite come l’anno internazionale “dell’agricoltura familiare”, volendo riconoscere all’agricoltura un ruolo centrale nella produzione di cibo e nella promozione di una vita più sostenibile e rispettosa della terra. “Si ritiene che buona pratica anche per evitare lo spreco alimentare, il più allarmante paradosso globale dei nostri tempi, sia il ritorno all’autoproduzione e all’auto-sostentamento anche al fine di stimolare il recupero, la coltivazione e la biodiversità tipica e locale” spiega D’Incà. In quest’ambito si sono attivate molte comunità nel nostro paese -tra le quali è da annoverare il gruppo Coltivare Condividendo nato in provincia di Belluno tra il 2008 e il 2009- che hanno messo in opera una serie di attività che nel corso del tempo hanno portato a recuperare un gran numero di varietà (circa 150) tra cereali per la panificazione e semi di diverse varietà di ortaggi e legumi come i fagioli, coltivazione tipica del bellunese, che non si trovano più in commercio.

Anche la Cassazione penale è intervenuta in materia di coltivazione di OGM, “ribadendo l’esistenza nel nostro ordinamento del principio di coesistenza tra le diverse colture (convenzionale, biologica e transgenica), che deve essere attuato senza che le stesse possano reciprocamente compromettersi e in modo da tutelare le peculiarità e le specificità produttive di ciascuna”.

Date tutte queste premesse è stata inviata un’interrogazione a risposta scritta al Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, On. Maurizio Martina per chiedere “se ritenga opportuno intervenire, nell’ambito delle sue competenze, nella fase della trattative in corso in merito al TTPI, al fine di tutelare e seguire l’orientamento prevalente in materia sia da parte della popolazione che della giurisprudenza”. Il MoVimento 5 Stelle chiede inoltre quali azioni intende adottare per incentivare l’agricoltura legata all’autoproduzione, tutelando così la biodiversità degli ecosistemi locali e moltissime piccole aziende famigliari.

Pin It

Share This

Pubblicato giorno 16 agosto 2014


Ti é piaciuto questo articolo,
e vuoi ricevere per email i successivi?
Iscriviti alla newsletter!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>