DEF: dal libro dei sogni al film dell’orrore

crisi italia

Aggiornamento al DEF (Documento di Economia e Finanza)

Il quadro macroeconomico è stato rivisto in linea con il tracollo dell’economia. E il governo deve fare i conti con la realtà.

- La stima aggiornata del tasso di crescita del Pil del 2014 è -0,3%. L’Italia è ancora in recessione.

- In questo quadro il deficit rimane inchiodato al 3% del Pil per il terzo anno di fila.

– Per la prima volta il Def indica non solo il quadro tendenziale (a legislazione vigente), ma anche quello programmatico (calcolando gli effetti delle riforme in cantiere).

- Il quadro programmatico predisposto dal governo, da perseguire soprattutto attraverso la Legge di Stabilità, stima per il 2015 l’uscita dalla recessione e una crescita del Pil pari a +0,6%.

- Raporto deficit/Pil in calo appena al 2,9% l’anno prossimo

- La disoccupazione rimane al 12,5% nel 2015.

- Il rapporto tra debito pubblico e Pil è previsto al 131,6% per il 2014 e al 133,4% per il 2015.

– L’aggiustamento del deficit strutturale sarà di appena uno 0,1% nel 2015 (l’Ue chiedeva uno 0,7%). Il pareggio strutturale (Mto, obiettivo di medio termine) è rinviato al 2017. In pratica il governo si prende tutta la flessibilità possibile all’interno del sacro recinto del 3%, millanta di perseguire l’obiettivo della competitività e fa leva sulla “circostanza di un severo peggioramento dell’economia”. Il riferimento normativo è l’art. 5 del Council regulation 1466/97 del 7 luglio 1997 e art. 3 e 6 della L. 243/2012.

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Pubblicato giorno 2 ottobre 2014


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