Galan Presidente della Commissione Cultura: per la Boldrini non c’è fretta

Galan Boldrini

Chiediamo le dimissioni del deputato Giancarlo Galan dalla carica di Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati”.
È questa la istanza formulata dal Gruppo Parlamentare alla Camera del MoVimento 5 Stelle inviata all’On. Laura Boldrini, Presidente della Camera dei Deputati, in merito alla posizione che ancora oggi ricopre Galan dopo gli sviluppi del procedimento giudiziario che lo riguardano nella vicenda Mose.

I legali di Galan infatti hanno chiesto il patteggiamento a 2 anni e 10 mesi di reclusione e una confisca per 2,6 milioni di euro nell’ambito dell’inchiesta Mose. L’istanza presentata alla procura di Venezia è stata accolta e inviata al Gip per la decisione; inoltre sono stati richiesti anche gli arresti domiciliari per i quali il Pubblico Ministero si è detto favorevole.

Ci chiediamo come sia possibile che un deputato coinvolto nell’inchiesta Mose e posto agli arresti domiciliari possa ancora ricoprire il ruolo di Presidente di una commissione che, senza sminuire l’importanza di tutte le altre commissioni parlamentari, probabilmente da un punto di vista morale, educativo ed etico dovrebbe avere un ruolo principe” sottolinea il MoVimento 5 Stelle. Tutte le attività pertinenti dovrebbero infatti essere coordinate e presiedute da una personalità moralmente diversa e che possa essere presente ai lavori parlamentari e non agli arresti domiciliari.

Alla richiesta delle dimissioni dell’incarico Laura Boldrini risponde ai parlamentari del M5S e specifica che “nel nostro ordinamento non sono ammissibili strumenti volti a revocare il presidente di un organo parlamentare. La rinuncia alla carica di Presidente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati non può dunque che discerne dalle autonome determinazioni del deputato Galan”.
Quindi non resta che aspettare che l’iter processuale faccia in suo corso infatti Boldrini poi specifica che “la Camera, secondo le normative vigenti, non appena riceverà la comunicazione dall’autorità giudiziaria di una sentenza definita di condanna potrà assumere, ove ne ricorrano i presupposti, le conseguenti decisioni di sua competenza in ordine agli effetti di tale sentenza”.

Federico D’Incà, deputato del M5S commenta così: “Moralmente trovo che la Boldrini non ha il coraggio di intraprendere una battaglia di civiltà in grado di andare oltre i vincoli legislativi e avvicinando finalmente alla normalità questo Paese: Galan deve lasciare la Presidenza della Commissione Cultura!”

 

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Pubblicato giorno 22 ottobre 2014


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