Amianto: una proposta di legge

amianto m5s D'icà

Dopo la sentenza sul caso Eternit l’opinione pubblica si trova davanti ancora una volta il terribile spettro dell’amianto, causa, secondo attuali studi, della morte ogni anno di 5.000 cittadini italiani. Da queste considerazioni, dalla vicinanza ad una area industriale come “Porto Marghera” e con l’aiuto di attivisti e consiglieri comunali come Nico Biasiotto di Mira del MoVimento 5 Stelle, dell’ONA, Osservatorio Nazionale Amianto, nella figura dell’ Avv. Ezio Bonanni e del deputato M5S Alberto Zolezzi nasce ad inizio legislatura, precisamente il 16 luglio 2013, la proposta di legge 1366 che si fonda sul diritto-dovere al lavoro salubre. Abbiamo voluto mettere al bando l’amianto, disponendo il divieto di esposizione, con l’obbligo di bonifica e di rimozione dai luoghi di vita e di lavoro.

La proposta di legge stabilisce:
- termini specifici e tassativi per eseguire e per portare a termine la mappatura delle zone del territorio nazionale interessate dalla presenza di amianto, nonché la bonifica;
- termini perentori per la decontaminazione dei luoghi di lavoro e per il divieto di esposizione all’amianto, da applicare subito nei luoghi pubblici ed aperti al pubblico, e, a partire dal 2020, anche nei luoghi di lavoro.

Manca infatti nella legislazione attuale un termine entro cui provvedere alla rimozione dei materiali contenenti amianto, prorogando di fatto sine die la bonifica e esponendo cittadini e lavoratori a maggiori rischi di insorgenza di malattie, con lesione della pubblica incolumità e con maggiori oneri sociali e sanitari.

L’asbestosi, la malattia da inalazione da amianto (inserita nelle malattie professionali dalla legge 455/1943), è ritenuta conseguenza diretta e potenzialmente mortale, sicuramente produttrice di una significativa abbreviazione della vita, per le patologie respiratorie e cardiocircolatorie ad essa correlate. I casi di morte dovuti all’asbesto sono circa 120.000 all’anno in tutto il mondo.

La nostra Carta costituzionale afferma che il diritto alla salute è anche interesse della collettività (articolo 32) e che l’iniziativa economica, pubblica e privata, è ispirata da fini sociali e non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. Questa legge arriverà sempre troppo tardi, ma se non iniziamo a pensare al futuro delle nostre comunità continueremo solo a batterci il petto davanti alle morti. La politica ha il compito di salvaguardare la salute dei cittadini. Vediamo nel dettaglio la proposta di legge.

Art. 1: è fatto OBBLIGO ALLE AMMINISTRAZIONI COMPETENTI E AI PROPRIETARI PRIVATI di PROVVEDERE ALLA BONIFICA dell’amianto o dei materiali contenenti amianto ENTRO IL 1° GENNAIO 2020

Art 2: Nei LUOGHI DI LAVORO dove i lavoratori sono, o possono essere, esposti alla polvere proveniente da amianto o da materiali contenenti amianto ivi presente, IL DATORE DI LAVORO, DEVE PROVVEDERE ALLA BONIFICA DI TALI MATERIALI ENTRO IL 1° GENNAIO 2020

Art. 3: OPERAZIONI DI BONIFICA dell’amianto o dei materiali contenenti amianto di cui agli articoli 1 e 2, gli interventi di rimozione di coperture, tettoie e altri rivestimenti di immobili su edifici esistenti sono eseguiti in modo che le successive azioni di verifica, manutenzione e riparazione delle opere stesse e delle loro pertinenze, comprese le componenti tecnologiche, avvengano in condizioni di sicurezza per i lavoratori

Art. 4 Fuori dei casi previsti dagli articoli 1 e 2, è fatto obbligo di diminuire progressivamente il rischio di esposizione all’amianto attraverso la PROGRESSIVA SOSTITUZIONE DEI MATERIALI IN AMIANTO con altri prodotti di uso equivalente non contenenti amianto e altre sostanze cancerogene

Art. 5 Entro il 1° gennaio 2015, la PRESENZA DI AMIANTO, in qualunque luogo, deve essere evidenziata con l’apposizione di un’etichetta chiara e visibile recante l’indicazione della presenza di amianto e il simbolo del teschio raffigurante la morte. Entro la stessa data terminare la mappatura.

Art. 6. RIAPERTI I TERMINI DI RICHIESTA DEI BENEFÌCI PREVIDENZIALI (DL 269/2003 art 47 c.1) ai lavoratori esposti ed ex esposti all’amianto che devono presentare domanda agli enti previdenziali presso i quali sono iscritti entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge. Per gli addetti alle bonifiche o per coloro che lavorano in ambienti nei quali sono presenti fibre di amianto, al fine del riconoscimento dei benefìci previdenziali non è fissato nessun termine per la presentazione della relativa domanda.

Art. 7. COLLOCAZIONE IN PENSIONE DEI LAVORATORI AFFETTI DA PATOLOGIE ASBESTO CORRELATE. I lavoratori affetti da patologie asbesto correlate di origine professionale, qualora non abbiano ancora raggiunto i requisiti per la maturazione del diritto alla pensione, anche dopo la rivalutazione del periodo contributivo possono comunque accedere al pensionamento anticipato, con il sistema contributivo.

Artt. 9 e 10: MAGGIORAZIONI CONTRIBUTIVE PER IL PERSONALE MILITARE. Gli appartenenti alle Forze armate e alle Forze di polizia, compresi l’Arma dei carabinieri e il Corpo della guardia di finanza, che nel corso dell’attività di servizio prestata nelle installazioni o a bordo di naviglio dello Stato sono stati esposti all’amianto per oltre dieci anni, hanno maggiorazioni contributive con un coefficiente pari all’1,5 del periodo di esposizione, lo stesso vale per la stessa tipologia di soggetti a cui sia stata diagnosticata una patologia professionale.

Art. 11: ISTITUZIONE DEL REGISTRO NAZIONALE DEI LAVORATORI ESPOSTI all’amianto e dei casi accertati di patologie asbesto-correlate. È istituito, d’intesa con le regioni, il Registro nazionale dei lavoratori esposti all’amianto e dei casi accertati di patologie asbesto-correlate, realizzato mediante la raccolta e l’analisi dei dati rilevati a livello territoriale, dei dati contenuti nei registri tumori e dei dati rilevati delle associazioni delle vittime dell’amianto.

Art. 12: RIMOZIONE DELL’AMIANTO DA EDIFICI PRIVATI. Inserimento dell’intervento fra le spese detraibili per interventi di recupero del patrimonio edilizio con il 72% di defiscalizzazione.

Art. 13: PRESTAZIONI SANITARIE PER I LAVORATORI ESPOSTI ED EX ESPOSTI ALL’AMIANTO. I lavoratori esposti ed ex esposti all’amianto hanno diritto a fruire gratuitamente dei necessari controlli sanitari ai fini della diagnosi precoce e, in caso di patologia ai trattamenti sanitari specifici.

Art. 14: FONDO per il RISANAMENTO DEI LOCALI PUBBLICI E APERTI AL PUBBLICO. Per l’attuazione della bonifica dei locali pubblici e aperti al pubblico di cui all’articolo 1, presso il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare è istituito un apposito fondo. La dotazione del fondo è stabilita in 100 milioni di euro.

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Pubblicato giorno 25 novembre 2014


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One Comment on “Amianto: una proposta di legge

  1. Il 28 aprile sarà giornata mondiale delle vittime d’amianto. A che punto siamo?

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