Tagli in Poste Italiane: la popolazione deve farsi sentire

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Poste Italiane Spa è una società per azioni il cui capitale sociale è attualmente posseduto per il 100% dal Ministero dell’Economia e delle Finanze. In base al contratto di programma stipulato con lo Stato, la società è tenuta a garantire il sevizio universale fino al 2026 attraverso la sua rete di uffici distribuiti su tutto il territorio Nazionale. “Il servizio universale risponde alla necessità di assicurare alla generalità dei cittadini, su tutto il territorio nazionale, il diritto di fruire dei servizi postali sulla base di determinati standard di qualità e di tariffe orientate ai costi, sottoposti al controllo dell’Autorità di regolamentazione” spiega il MoVimento 5 Stelle nelle figure di Marco Brugnerotto e Federico D’Incà.

Nel bellunese Poste Italiane chiuderà gli sportelli di Sois e Bolzano Bellunese, quello di Meano a Santa Giustina e quello di Candide a Comelico Superiore. Le riduzioni di orario invece riguarderanno gli uffici di Gosaldo e Zoldo Alto, Lorenzago di Cadore e Colle Santa Lucia. “Ancora all’insediamento di Caio, nuovo amministratore delegato delle Poste, alla sua presentazione in audizione commissione bilancio, avevo avuto parole molto dure direttamente nei suoi confronti per la possibilità di tagli agli uffici periferici” spiega il deputato Federico D’Incà.

In molte zone i piccoli uffici postali lavorano a giorni alterni per carenza di organico e Poste Italiane non assume personale a tempo indeterminato preferendo utilizzare i lavoratori precari assunti a ciclo continuo allo scopo di non interrompere un servizio essenziale, come quello del recapito della corrispondenza. Ma le reti postali, anche se in zone rurali e scarsamente popolate, soddisfano interessi pubblici rilevanti e consentono l’integrazione degli operatori economici con l’economia globale” continua il M5S.

Proprio per il loro contributo alla coesione sociale sono più necessari proprio in quelle aree “e per questo avevamo interrogato in forma scritta, ancora il 30 ottobre 2014, il Ministro dello sviluppo economico, On.le Federica Guidi, mettendo il luce la problematica dei tagli al personale previsti e le chiusure di uffici postali periferici in atto in tutta Italia”. Infatti questa scelta comporta una limitazione di diritti dei cittadini di alcune aree del paese e limitando la capacità di mantenere degli standard minimi di qualità per il servizio universale. “Ma soprattutto avevamo caldeggiato una risposta in merito a quali azioni intendeva intraprendere per far si che Poste Italiane garantisse i suddetti standard minimi” sottolineano i deputati D’Incà e Brugnerotto del MoVimento 5 Stelle firmatari dell’ interrogazione parlamentare.

Questo programma di chiusure oggi sta diventando realtà, rendendo problematico l’accesso al servizio di molti cittadini. Sarà importante in queste settimane, da parte dell’opinione pubblica e tutte le forze fare pressione per salvaguardare i nostri servizi.” I cittadini in primis dovrebbero indignarsi di questi tagli che il MoVimento 5 Stelle non approva e per i quali già denuncia da tempo.

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Pubblicato giorno 6 febbraio 2015


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