Referendum di Lamon: dopo 10 anni il volere dei cittadini non viene ancora applicato

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Il Comune di Lamon (Belluno) è stato il primo ente locale italiano che nella storia repubblicana ha attivato positivamente il referendum di variazione territoriale regionale. Il comune costituisce un’enclave trentina in territorio veneto poiché la sua collocazione geografica, in quanto unico comune veneto posto oltre il torrente Cismon, ne ha di fatto impedito la comunicazione con la pianura bellunese a valle, inducendo così costanti rapporti socio-economici della popolazione con la vicina provincia di Trento, anziché con la restante Provincia di Belluno.

Il 3 maggio 2005 si è svolto il relativo referendum, previsto dall’articolo 132 della Costituzione e dalla legge costituzionale 18 ottobre 2001, al quale hanno partecipato il 61,6% degli aventi diritto al voto “percentuale rilevante se si tiene conto del fatto che il 31,3% del totale degli elettori risultava residente all’estero e che buona parte è rientrata appositamente a Lamon per esprimere il proprio consenso” spiega Federico D’Incà del MoVimento 5 Stelle. I voti favorevoli al distacco territoriale del comune di Lamon dalla regione Veneto, ed alla sua aggregazione alla regione autonoma Trentino-Alto Adige, erano pari al 57,2% sul totale degli elettori inoltre il quorum è stato raggiunto e superato.

La richiesta del Comune interessato, confermata dal referendum, ha attraversato ben tre legislature “e la necessità di una risposta si fa pressante dopo 10 anni. Soprattutto evitare che all’articolo 132 della Costituzione sia attribuita una portata meramente rituale” sollecita il deputato bellunese che a tal propostito ha interpellato il Presidente del Consiglio dei Ministri, il Ministro dell’Interno e il Ministro per gli Affari regionali .

Nello specifico l’evoluzione nel corso delle legislature è stata la seguente.

Nella XV legislatura, su iniziativa del Ministro dell’interno e del Ministro per gli affari regionali, era stato presentato un disegno di legge costituzionale relativo alla realizzazione del citato distacco-aggregazione. Veniva approvato in I Commissione Affari costituzionali il 26 luglio 2007, con mandato al relatore di riferire in senso favorevole all’Assemblea, ma è poi decaduto per l’intervenuto scioglimento anticipato della XV legislatura.

Nella scorsa XVI legislativa, erano stati presentati due disegni di legge costituzionali d’iniziativa parlamentare per realizzare il distacco-aggregazione per i quali la I Commissione Affari Costituzionali approvava il 28 ottobre 2008 la procedura del cd. “ripescaggio” deliberando di adottare come testo base la proposta di legge costituzionale. Il predetto disegno di legge costituzionale era poi calendarizzato per l’esame in Assemblea il 24 settembre 2012 ma due giorni dopo, prima di procedere alla votazione dell’articolo unico del disegno di legge in assenza di emendamenti, il Sottosegretario di Stato per l’interno chiedeva il rinvio in Commissione del provvedimento per «approfondimenti in ordine ai riflessi finanziari e di bilancio e, quindi, all’impatto che il provvedimento, sotto questo profilo, potrebbe avere», obliterando del tutto che nella precedente legislatura, come sopra ricordato, già era stato compiuto e con esito positivo da parte della Ragioneria Generale dello Stato, l’analisi tecnica dei costi del cambio di Regione del Comune di Lamon “di fatto così privando di un voto espresso la richiesta della comunità locale” prisegue D’Incà.

Nell’attuale XVII legislatura risultano presentate sul punto le proposte di legge costituzionale d’iniziativa parlamentare A.C. 215 (Bragantini e altri); A.C. 378 (Bressa) e A.C. 493 (Bragantini e altri), delle quali solo la prima risulta essere stata formalmente assegnata all’esame della I Commissione e il suo esame non è comunque ancora cominciato.

Ormai è imprescindibile la risposta da parte delle Istituzioni centrali, sia essa in senso positivo o negativo, quale contemperamento dell’istanza della collettività locale che chiede il trasferimento regionale” dichiara D’Incà. In uno stato di diritto costituzionale, con una Costituzione pluralistica, il principio fondamentale dei rapporti tra i diversi centri di potere è quello della leale collaborazione, pur nell’ovvio rispetto delle competenze decisorie finali assegnate dalla Costituzione a questo o quell’organo e in tal caso al Parlamento con riferimento al dar seguito o meno all’istanza locale di variazione territoriale.

Il MoVimento 5 Stelle ha sollecitato il Governo ad assumere l’iniziativa legislativa ordinaria necessaria – conclude Federico D’Incà. Pertanto compete all’Esecutivo presentare al Parlamento il disegno di legge per la variazione territoriale regionale, entro sessanta giorni dalla proclamazione dell’esito favorevole del referendum – quale atto dovuto che riprende la volontà espressa dalla comunità locale del Comune di Lamon.

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Pubblicato giorno 15 maggio 2015


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