Boati improvvisi nella Valbelluna: le segnalazioni già un anno fa

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L’11 maggio 2015 due boati improvvisi, procurati molto probabilmente da alcuni caccia militari che infrangendo il muro del suono avrebbero provocato i cosiddetti “boom sonici”, hanno allarmato la popolazione bellunese tanto da sospettare addirittura ad un fenomeno sismico. Le segnalazioni da parte degli abitanti del territorio Bellunese risalgono già alla metà del mese di giugno 2014, dove veniva denunciata l’intensificazione dei rumori causati dai jet militari che sorvolavano a bassa quota le Dolomiti per esercitazioni militari.

“I fatti di cronaca di questi ultimi giorni riportano il verificarsi di nuovi e più preoccupanti episodi che hanno generato attimi di panico nelle popolazioni della Valbelluna e di molti comuni della confinante provincia di Treviso” spiega Federico D’Incà del MoVimento 5 Stelle.
I disagi, derivanti dalle esercitazioni militari nello spazio aereo che sorvola la Valbelluna “si ripetono oramai con una certa regolarità – prosegue il deputato bellunese – per questo motivo ho sollecitato il Ministro della difesa, Roberta Pinotti, a verificare anzitutto se l’origine dei boati sia da attribuire all’attività di addestramento di caccia militari e soprattutto se questa attività viene svolta nel pieno rispetto delle vigenti normative concernenti l’impatto ambientale, antirumore ed in termini di spazi aerei”.

Nell’area compresa tra i comuni di Sedico e Mel in provincia di Belluno, quella in cui il boato si è avvertito di più, le forti scosse hanno fatto tremare i vetri di porte e finestre, consigliando precauzionalmente l’evacuazione delle scuole a Trichiana, Mel e nella frazione di Villa di Villa. Molte persone, temendo un terremoto hanno abbandonato case e luoghi di lavoro riversandosi in strada e in pochi minuti i centralini dei vigili del fuoco sono stati tempestati di segnalazioni da parte di cittadini spaventati.

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Pubblicato giorno 18 maggio 2015


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