I fondi per i servizi sociali finanziano un ristorante

20150422_3047

Nel 2011 la Regione Veneto definiva i criteri e le modalità per l’accesso ai contributi dervanti dal “Fondo regionale di rotazione per la costruzione e ristrutturazione del patrimonio immobiliare destinato a servizi sociali e socio-sanitari” dell’importo complessivo di 50 milioni di euro. Tale fondo era destinato alla costruzione e alla ristrutturazione del patrimonio immobiliare per favorire il settore della disabilità e della non autosufficienza e privilegiare le tipologie di strutture che realizzano progetti di gestione innovativa.

Nel dicembre dello stesso anno veniva pubblicata la graduatoria dei progetti ammessi e finanziabili e veniva incaricato il dirigente della Direzione Servizi sociali per la liquidazione dei finanziamenti assegnati. Tale atto veniva anche sottoscritto dal dirigente regionale della Direzione Servizi sociali e dal soggetto assegnatario del finanziamento. Sulla scorta poi del parere di congruità, redatto dall’Agenzia del territorio e richiesto dalla Regione Veneto, con proprio atto, il dirigente regionale della Direzione Servizi sociali confermermava o meno il finanziamento assegnato.

Tra i soggetti beneficiari si è collocata al secondo posto di questa graduatoria “Ca’ della Robinia Società Cooperativa Sociale Onlus“, costituitasi il 27 luglio 2011 con sede a Nervesa (Treviso) e formata da 3 soci. “Ci risulta a seguito di visura camerale, che tale cooperativa non abbia alcuna esperienza precedente nel campo della disabilità” denuncia il Movimento 5 Stelle. La società il 7 ottobre 2011 riceve dalla Regione Veneto un finanziamento di 3,4 milioni di euro da restituire in 25 anni a tasso zero per comprare il locale dell’ex Disco Palace di Nervesa. Scopo dichiarato dell’operazione è dare vita ad una fattoria sociale, con l’impiego di 16 lavoratori portatori di disabilità, conformemente allo statuto della cooperativa che tra gli obiettivi si pone quello dell’inserimento lavorativo in attività diverse di persone svantaggiate.

Attraverso delibera del Consiglio comunale di Nervesa della Battaglia viene approvata la trasformazione dell’area denominata “ex Disco Palace”, per lo sviluppo di un progetto sociale presentato dalla signora Bruna Milanese, in qualità di presidente e legale rappresentante della società “Ca della Robinia Società Cooperativa Sociale Onlus”.

“Peccato che il 16 aprile 2015, anzichè un centro per i disabili, viene inaugurato un ristorante con gestore diverso da “Ca’ della Robinia” che paga regolare canone d’affitto alla cooperativa e che non ha alcuna attività sociale” proseguono i deputati del MoVimento che alla luce dei fatti hanno inviato un’interrogazione ai Ministri del lavoro e delle politiche sociali e dell’interno. “Ad oggi, dopo 3 anni dall’erogazione del finanziamento regionale, non ci risulta sia stata avviata alcuna attività finalizzata al sostegno delle persone con disabilità presso l’ex discoteca Palace, che invece è stata trasformata in birreria con affido d’azienda da parte della Ca’ Robinia ad altra ditta”.
La procedura di finanziamento prevede che entro sei mesi dalla sottoscrizione della convenzione con la regione Veneto, pena decadenza del finanziamento, il soggetto beneficiario deve presentare alla Direzione regionale Edilizia Ospedaliera e a Finalità collettive, il progetto definitivo dell’intervento. Inoltre l’erogazione dei finanziamenti a tasso zero prevede l’attività di monitoraggio e controllo sullo stato di attuazione degli interventi “cosa che se fosse avvenuta avrebbe di certo precluso l’erogazione del finanziamento” ribadiscono dal MoVimento 5 Stelle.

In una intervista rilasciata al “Corriere del Veneto”, pubblicata il 22 aprile 2015, Bruna Milanese, la presidente della cooperativa sociale Ca’ della Robinia, afferma di conoscere bene sia l’ex assessore alle politiche sociali Remo Sernagiotto, attualmente eurodeputato, sia l’ex direttore del settore Servizi sociali della regione, Mario Modolo, ora direttore dello stesso settore all’Usl di Feltre, sostenendo sia stato il primo a consigliarle di costituire la cooperativa ed il secondo a presentarle il proprietario dell’ex Disco Palace, Giancarlo Baldissin. Particolari emersi dall’intervista chiariscono che Giancarlo Baldissin era il proprietario di tutto il complesso e colpisce anche la tempistica della nascita della cooperativa: appena due mesi prima della pubblicazione del bando. Quasi superfluo aggiungere che l’intero complesso è ipotecato e che dunque se il progetto fallisce, alla Regione, invece dei soldi, tornerà un’ex disco abbandonata sul Montello. Dichiara la Milanese “Sull’ipoteca ci sono state due stranezze: innanzitutto i tempi, visto che non è stata fatta contestualmente all’atto di vendita ma sei mesi dopo, dunque la Regione ci ha dato 3 milioni senza avere in mano alcuna garanzia. La seconda sul valore: all’epoca la discoteca era piuttosto malconcia eppure i periti l’hanno stimata 3,6 milioni, un milione e mezzo in più di quel che l’avevamo pagata”.

Dal quotidiano “La Tribuna” del 23 aprile 2015 si apprende che Remo Sernagiotto è socio in affari di Baldissin nell’immobiliare “Airone Blu” di Montebelluna (Treviso); Sernagiotto detiene il 16,47 per cento delle quote (oltre al 2,35 per cento possedute sia dalla figlia Gloria che dalla moglie Maurizia Barro) mentre Baldissin ne detiene il 4,7 per cento. Lo stesso Baldissin è stato presidente della cooperativa Ca’ della Robinia che poi ha acquistato il Disco Palace di sua proprietà con i fondi stanziati dall’assessorato di Sernagiotto.

Pin It

Share This

Pubblicato giorno 20 maggio 2015


Ti é piaciuto questo articolo,
e vuoi ricevere per email i successivi?
Iscriviti alla newsletter!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>