Il mercato non concorrenziale del GPL

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I contratti stipulati dalle aziende distributrici di GPL in serbatoi per uso civile, industriale o agricolo prevedono modalità alternative di offerta del serbatoio, consentendo l’opzione tra l’acquisto e la disponibilità in locazione o comodato d’uso. In caso di locazione o comodato del serbatoio, i relativi contratti, di durata non superiore a due anni, devono predeterminare i criteri per la quantificazione del prezzo nel caso avvenisse l’acquisto del serbatoio; nonché le modalità di acquisto del GPL in regime di esclusiva.

Nel regime di fornitura in esclusiva di GPL, in caso di locazione o comodato del serbatoio, il rifornimento del GPL che viene ffettuato da distributori terzi è sottoposto, secondo normativa, all’obbligo dell’autorizzazione da parte del proprietario del serbatoio.

“Dall’analisi delle osservazioni formulate dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato contenute in una segnalazione inviata il 23 maggio 2007 ai Presidenti delle Camere, al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dello Sviluppo Economico, l’Autorità ha constatato che, nei fatti, attraverso rinnovi successivi dei contratti, la formula contrattuale del comodato d’uso conduce, nei mercati della distribuzione di GPL per uso domestico in piccoli serbatoi, a rapporti pluriennali di fornitura esclusiva di GPL” denuncia Federico D’Incà del MoVimento 5 Stelle.

In tale contesto di mercato, il confronto concorrenziale tra le imprese distributrici risulta affievolito, mentre viene rafforzato il potere contrattuale del fornitore “storico” di GPL. Infatti, in assenza di comportamenti attivi dei consumatori volti a trovare condizioni di fornitura migliori e a cambiare i fornitori originari, la clientela del GPL in serbatoi è poco o affatto contendibile, con la conseguenza che le imprese fornitrici hanno scarsi o nulli incentivi a praticare prezzi convenienti.

Tali condizioni di mercato rendono relativamente difficoltosa la sottrazione reciproca di clientela da parte degli operatori. Di conseguenza, l’impresa che detiene un cliente non ha forti incentivi a modificare le condizioni concordate al momento della stipula del contratto di fornitura. Una dimostrazione chiara della forte segmentazione dei mercati del GPL è fornita dall’esistenza dì una notevole differenziazione dei prezzi effettivi anche all’interno del medesimo mercato locale. “Inoltre, le difficoltà rappresentate dalla installazione e dalla eventuale disinstallazione dei serbatoi, quasi tutti interrati, ed i costi praticati dai gestori, in merito alla vendita e al noleggio, sono talmente alti da rendere non conveniente tali opzioni” prosegue D’Incà. Le suddette condizioni di mercato, caratterizzate dalla scarsa “contendibilità”, portano poi le aziende distributrici di GpL a non farsi concorrenza specialmente in alcune zone.

“Al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro dello Sviluppo Economico chiedo – sottolinea il deputato bellunese – se a tutela degli utenti non intendano assumere un’iniziativa normativa che possa creare le condizioni per un più vivace confronto concorrenziale tra le imprese distributrici e rendere “effettivamente contendibili” i clienti, anche mediante l’introduzione di norme che prevedano, alla scadenza del contratto, se richiesto dal cliente, l’obbligo per la ditta proprietaria di vendere il serbatoio concesso in comodato e favorire il passaggio a forme di disponibilità del serbatoio che non implichino la fornitura in esclusiva di Gpl”.

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Pubblicato giorno 24 luglio 2015


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One Comment on “Il mercato non concorrenziale del GPL

  1. Ottima riflessione. Sono un operatore del settore e conosco molto bene questo mercato. Solo recentemente è stato pubblicato un articolo che evidenzia come sul territorio Italiano sono istallati quasi 1.000.0000 di serbatoi gpl privi del marchio CE che eserciscono gas nelle case degli italiani in spregio ai dettami normativi (Italia ed Europa) e alle regole di sicurezza. A chi importa se è a rischio la sicurezza nazionale ? A disposizione per approfondimenti tecnici e con documenti ufficiali che ne comprovano la serietà del dato!

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