M5S: «Riforma ULSS di Zaia è parziale, lacunosa e pericolosa per il sociale»

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Con l’avvio del dibattito in Consiglio Regionale sulla riforma delle Ulss, proposta dal governatore Zaia, ci corre l’obbligo di esprimere alcune considerazioni sul disegno di legge presentato.

1 – Riduzione numero delle ULSS
Abbiamo sempre sostenuto la necessità di riorganizzare la sanità veneta e di ridurre il numero delle aziende sanitarie (il Veneto è la regione italiana con il più alto numero di Ulss), per questo non possiamo che condividere l’obiettivo perseguito da Zaia. In quest’ottica abbiamo sempre evidenziato la necessità di ragionare seriamente anche sull’unificazione delle due ULSS bellunesi, Feltre e Belluno, per evitare in futuro di subire decisioni calate dall’alto e non concertate con il territorio, cosa che puntualmente ora si sta verificando.

Nella proposta di Zaia però non c’è scritto come avverrà la fusione delle Ulss e non è specificato come verrà gestita l’integrazione tra le aziende previste in accorpamento. Manca la definizione della strategia che porterà all’unificazione, un piano che deve descrivere come saranno strutturate e governate le aziende, e come saranno distribuite le risorse sul territorio e sulle varie strutture ospedaliere. Il modello e l’aspetto organizzativo di dettaglio, ovvero le questioni più importanti della riforma, sono rimandate all’entrata di un testo unico (art. 18). In buona sostanza, Zaia sta facendo una legge di riforma delle Aziende senza dire nulla su come dovranno essere riformate. Inoltre dice vagamente che con questa proposta diminuiranno i costi di gestione della sanità veneta, senza precisare però quanto si andrebbe effettivamente a risparmiare.

A nostro parere l’integrazione fra le due Ulss bellunesi va elaborata tenendo conto di criteri ben precisi che possiamo riassumere in tre punti:
- accorpare funzioni dirigenziali e amministrative, eliminando doppioni e razionalizzando le spese; la sede amministrativa è un falso problema e può essere anche fatta a Feltre;
- mettere in rete tutti i presidi ospedalieri presenti sul territorio, che vanno mantenuti e potenziati soprattutto per i servizi di primo soccorso e per l’assistenza sanitaria di base. Bisogna investire negli ospedali di periferia e nelle strutture del territorio; la nostra provincia soffre dello spopolamento dei comuni montani dovuto anche alla mancanza dei servizi, primi tra questi quelli socio sanitari;
- riorganizzare la gestione di alcuni reparti affinchè siano valorizzate le eccellenze presenti nei singoli nosocomi e potenziati i relativi punti di forza, ai quali sarà garantito un bacino di utenza più ampio e una specializzazione maggiore, con la conseguenza che a tutti gli utenti verrà offerta una prestazione qualitativamente migliore.
Va ricordato che attualmente i nostri ospedali soffrono della carenza di personale medico, spesso non viene più garantito il turnover, i reparti sono costretti ad accorparsi e ridurre le attività nel periodo estivo perchè il personale non riesce a fare le ferie, alcuni reparti hanno un continuo via vai di personale che arriva e dopo un po’ se ne va, primari con nomina politica che vengono per terminare la carriera e andarsene in pensione da primari, medici capaci costretti ad andarsene. L’obbligo di raggiungere il pareggio di bilancio a tutti i costi porta al raggiungimento degli obbiettivi della direzione che intasca premi ma penalizza i reparti e servizi.

2 – Istituzione dell’Azienda Zero
Si tratterà di una “super Ulss” che gestirà non solo gli acquisti e gli appalti, ma anche il personale e le finanze delle varie Ulss, quindi di fatto amministrerà la programmazione sanitaria. Sarà un ente burocratico formato da circa 2000 dipendenti (questa l’ipotesi sulla quale si sta ragionando) che amministrerà in tutto e per tutto la sanità veneta, svuotando di ogni autonomia le ULSS. Deciderà tutto il presidente della Regione assieme al Direttore Generale di questa Ulss speciale, facendo anche a meno di ascoltare i territori, i cittadini e i sindaci (le Conferenza dei Sindaci delle ULSS verranno infatti soppresse). La sanità sarà quindi saldamente in mano al governatore del Veneto e sottratta ai territori. Peraltro – visti gli scandali Mose, Expo e Mafia Capitale – è lecito sospettare che l’Azienda Zero possa diventare, presto o tardi, un possibile covo di malaffare.

3 – Accorpamento dei Servizi Sociali alla funzione sanitaria
La riforma di Zaia prevede di eliminare il Direttore dei Servizi Sociali e della Funzione territoriale, le cui funzioni passeranno in toto al Direttore Sanitario. Con questa scelta irrazionale verrà a morire l’integrazione socio sanitaria che la Regione Veneto, per prima e unica, ha realizzato come modello di lavoro, dimostrando quindi di essere all’avanguardia, grazie alla stretta relazione fra gli ospedali e i rispettivi territori. È lecito pensare che questa decisione sia soltanto il primo evento propedeutico ad un progressivo tentativo da parte della regione di liberarsi delle questioni sociali e sociosanitarie a particolare rilevanza sociale, magari provando a rimbalzarle ai comuni, che non saranno mai in grado di occuparsene.

Riassumendo possiamo dire che, dopo un’attenta analisi del testo di legge, la proposta di Zaia è innanzitutto parziale, per molti aspetti lacunosa, e pericolosa in relazione al sociale e al territorio. Se questa riforma dovesse essere approvata così com’è stata pensata e scritta, la sanità veneta rischierebbe parecchio. Per questo è necessario lo sforzo di tutti, ad ogni livello, per modificare questa proposta affinchè si creino le condizioni per una governance sanitaria che garantisca migliori prestazioni attraverso un’ottimizzazione delle risorse materiali ed umane ed un’organizzazione più snella ed efficiente quindi meno dispensiosa, senza però esautorare delle loro funzioni i territori, i sindaci e le aziende ospedaliere stesse.

Il Movimento 5 Stelle si batterà in Consiglio Regionale attraverso i suoi rappresentanti per modificare in senso migliorativo questa riforma della sanità veneta.

Movimento 5 Stelle Belluno

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Pubblicato giorno 1 settembre 2015


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