Protestare contro Terna è giusto: le linee vanno interrate

tralicci-barletta

Terna non può deturpare un paesaggio mozzafiato come quello delle Dolomiti, patrimonio dell’Unesco, con degli orrendi tralicci. E’ una azienda pubblica” tuona il Movimento 5 Stelle. “Si rassegni dunque a mettere mano alla cassa e realizzi interrandolo l’elettrodotto dall’Austria all’Italia” ribadisce il deputato Federico D’Incà “come Regione sappia che continueremo a opporci in tutte le sedi a questo scempio”.

Con la deliberazione 33/2014 il consiglio Regionale del Veneto impegnava la giunta regionale a sospendere da subito la procedura di VIA del progetto di Terna denominato “Razionalizzazione e sviluppo della Rete di Trasmissione Nazionale (RTN) nella media valle del Piave”, per approntare una revisione del progetto. Si impegnava inoltre a valutare il risanamento delle attuali criticità sanitarie e ambientali che gravano sugli abitati dei comuni interessati dal progetto. Si impegnava inoltre all’eliminazione dal progetto degli elementi che rendono plausibile la caratterizzazione di questo intervento come frazionamento di un’opera più ampia e ad istituire una commissione tecnica mista Regione Veneto - Terna con il coinvolgimento dei comuni interessati per verificare le criticità della rete elettrica esistente e quella in progetto nel Veneto, come base per definire un possibile accordo quadro tra i due soggetti.

I cittadini hanno ragione a protestare, perché l’ambiente appartiene a loro. Non è una Italia del NO che protesta, non lo fa per un effetto Nimby (Not In My Back Yard) né per un malinteso senso dell’ambientalismo che nega tutto, ma semplicemente per una questione di buon senso” spiega D’Incà. Nel vicino Trentino Alto Adige sono in corso o sono stati conclusi progetti di interramento delle linee di alta tensione (ad esempio nell’area produttiva Casotte a Mori – provincia di Trento – o a Bressanone), fatto questo che evidenzia come anche interventi di razionalizzazione della rete esistente possono essere realizzati in cavo interrato, idem Piemonte con l’interconnessione Italia-Francia che è stata interamente realizzata in cavo interrato.
E’ una questione che riguarda la salute del cittadino e che richiede, di conseguenza, grande attenzione.”

I Consiglieri Berti, Scarabel, Baldin, Bartelle e Brusco del Movimento 5 Stelle hanno presentato un’interrogazione il 20 luglio 2015 alla Giunta Regionale del Veneto. “Nessuno si oppone all’elettrodotto, semplicemente non è pensabile che l’area delle Dolomiti, patrimonio ambientale dell’umanità Unesco, venga deturpata da torri metalliche fino a 60 metri e da cavi aerei che corrono lungo vallate e crinali, tenuto conto che gli stessi cavi possono essere interrati garantendo sia l’approvvigionamento energetico sia il paesaggio. L’Unesco ci ha dato un riconoscimento meritato e straordinario, i cui contenuti e le cui aspettative abbiamo tutti il dovere di consolidare rispettando e valorizzando anzitutto le Dolomiti e chi ci abita” conclude D’Incà “E naturalmente, il rispetto del paesaggio e dell’ambiente vale per qualsiasi altra zona, tutta la Valbelluna compresa”.

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Pubblicato giorno 4 settembre 2015


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