La Legge di Stabilità che avremmo voluto

Legge Stabilità 2016 discorso

Sono quasi dispiaciuto che la stabilità sia finita. Quanti giorni passati insieme o meglio settimane, fino ad arrivare addirittura a 37 ore consecutive. Diciamo la verità, una stabilità è per sempre, riprendendo una nota pubblicità, e per questo la si può riaprire in aula con quasi 30 emendamenti del governo, che male non fanno visto che ormai siamo a quasi mille commi di una stabilità infinita.

Alle volte credo che ci sia stata la volontà politica di tenerci in commissione per sfinirci fino a quando il governo non avesse ottenuto quello che voleva. Per favore non ci accusate di aver fatto ostruzionismo, per quello credo che fate già da soli un ottimo lavoro. Io, addirittura nelle tante pause delle vostre riflessioni, sono riuscito a conoscere la vita e le opere di un parlamentare del PD.
Forse volevate creare rapporti umani, nuove amicizie, non una stabilità, forse abbiamo assistito ad un esperimento sociale e allora perché no, a Natale mettiamo un grande tavolo in transatlantico e invitiamo le nostre famiglie, almeno sarà divertente.
Ed invece l’unico motivo per cui siamo arrivati ad un testo di queste dimensioni, è che in questa legge finanziaria ci avete messo di tutto compresi due o tre decreti.
Chissà come prenderanno in Europa questa stabilità che non contiene il Reddito di cittadinanza, che non riduce gli sprechi e alimenta parassitismi, clientele piccole e grandi.
Abbiamo calcolato che tra una tantum e marchette la manovra getta al vento almeno un miliardo di euro.
Fondazioni vicine al Pd, enti morali legati a qualche parlamentare, sagre di paese, cricche e combricole da sfamare al banchetto disperato di fine anno.

Intanto 140mila piccoli risparmiatori di quattro banche vedono andare in fumo i loro risparmi. Si perché in questa finanziaria ci avete messo anche il Salvabanche, con un nome perfetto perché si salvano proprio le banche altrimenti l’avreste chiamato “Salvarisparmiatori” se volevate salvare le persone che invece vedono addirittura confiscati i loro titoli. Potranno almeno rivalersi sugli amministratori? No, no e no.
Perché ogni azione risarcitoria, nel meccanismo di risoluzione, dovrà passare dai nuovi amministratori e dunque da Bankitalia, la vera complice di questo massacro.

Il premier ha detto che non c’è nessun conflitto di interessi per il ministro Boschi e il ministro ieri si è difeso in aula, preparatissima come sempre, bellissima e anche molto angelica, tra minusvalenze delle proprie azioni e accuse contro il padre. Una nuova pagina del libro cuore.
Vorrei solo dire al ministro che anche i miei nonni erano contadini, mia madre era in Germania a lavorare a 14 anni, mio padre lavorava così tanto che per poterlo vedere la domenica quando ero bambino, invece di andare al campo di calcio, lo accompagnavo al lavoro. Sono anch’io il primo a laurearsi della mia famiglia ed anche il primo parlamentare. Questo per mettere in pari le cose così adesso posso porre le domande da libro cuore a libro cuore. Cosa è successo in Banca Etruria? Cosa hanno combinato gli amministratori di quella banca, tra cui papà Boschi. Incredibile se si pensa ai movimenti anomali di Borsa del titolo alla vigilia del decreto di trasformazioni delle Popolari in Spa. Incredibile se si pensa alla neonata bad bank in cui si insabbiano le responsabilità su certi fidi facili agli amici degli amici. Licio Gelli almeno aveva fatto la lista degli iscritti alla P2, qualcuno è ancora in Parlamento e solo in Italia può succedere, noi invece possiamo capire gli iscritti alle loggie partitiche guardando i fidi che certe banche hanno fatto nel passato a certi uomini politici o ad amici che sostengono questi uomini.

Renzi ha detto che la sfiducia è un boomerang contro il MoVimento 5 Stelle. Matteo, prova a parlare con i 140.000 risparmiatori e vediamo dove ti mettono il boomerang.
Ora solo la magistratura potrà darci verità e giustizia, perché gli organi di vigilanza hanno invece deciso che la stabilità del sistema è interesse assoluto e superiore rispetto alla giustizia e all’accertamento delle responsabilità.

Ma cosa potevamo fare in questa stabilità?

Partiamo da questo ragionamento ripreso da un noto studioso di singolarità: noi siamo il Parlamento e siamo riconosciuti quale autorità in grado di legiferare per progredire rapidamente verso gli obiettivi del Paese. Ma bisogna essere anche pronti a riconoscere possibili punti deboli del sistema che ci supporta ed in questo io vedo la vostra incapacità di andare oltre alla prepotenza renziana di essere padre e padrone del PD. Ma allora se non trovi le regole che devi infrangere non potrai evolvere all’interno oppure oltre all’area dove hai trovato le tue sicurezze. La vostra sicurezza in questo momento è il governo Renzi.
È un processo delicato che non è senza rischi ma è la bellezza della vita stessa. Ti puoi allenare per affrontarlo. Sviluppare meccanismi di adattamento che rafforzano le tue difese contro lo stress dello sconosciuto. Quando i bambini “disobbediscono” è questo che in effetti stanno facendo. Vanno oltre: invece di osservare semplicemente l’effetto di giocare all’interno del sistema, sperimentano con le dinamiche dell’insieme di regole, alla ricerca di risultati migliori.
In un mondo in rapido cambiamento la saggezza acquisita può essere senza valore e la capacità di riconoscere quando è il momento giusto per andare oltre i confini predefiniti dalle autorità ci prepara ad un cambiamento inevitabile. Puoi prendere rischi calcolati e spingerti verso territori inesplorati dove le regole non si applicano perché quelle vecchie sono inutili e quelle nuove non sono state ancora stabilite.
Creare innovazione nel mondo della politica ma soprattutto in un Paese può arrivare solo dopo aver abbandonato il noto, esplorando nuovi territori e infrangendo le regole di cui hai imparato l’inapplicabilità.

Ma allora quali sono le regole che dobbiamo infrangere? Quali sono le nuove regole che dobbiamo trovare?
Credo che sia la stessa regola che ha prodotto le tre nuove nomine da parte del Parlamento dei giudici della corte costituzionale: Modugno, Barbera e Prosperetti. Allora quale può essere il nuovo obbiettivo?
Il Reddito di Cittadinanza ad esempio. Voi non capite ma in un mondo dove l’incredibile sviluppo della tecnologia (che pochi parlamentari percepiscono come ormai evidente) impedirà la piena occupazione, dovremo assistere ad una deflazione cronica da costi marginali vicino allo Zero, come scrive Jeremy Rifking, che può essere modificata solo intervenendo in un cambio legislativo senza precedenti per cambiare definitivamente le regole economiche e sociali. Sempre di più avremo sharing economy da una parte, che va normato, in cui condivideremo la nostre azioni di vita quotidiana, ma dall’altra vi sono dei mali che lentamente ci uccideranno come il surriscaldamento globale e l’inquinamento delle nostre città. Fatevi un giro a prendere una boccata d’aria fresca in Val Padana in questi giorni, non tarderete più di tanto ad ammalarvi come succede ai nostri bambini.

Ma tutto è economia, anche decidere nuove piste ciclabili, installare le nuove colonnine per la ricarica elettrica in tutte le nostre città per aiutare il passaggio a mezzi più puliti di trasporto, eliminare opere inutili a favore di progetti sostenibili come la salvaguardia del territorio e le bonifiche o di un nuovo piano per togliere l’amianto dalle nostra case e permettere a nuove imprese di nascere nel campo dell’innovazione tecnologica. Ripeto, tutto quello che facciamo è Economia, in un mondo pieno di liquidità bancaria ma dove mancano le idee su cui poggiare i nuovi investimenti, sta al legislatore creare nuove opportunità distruggendo interessi lobbistici del passato per investire in nuovo campi. Questa è la legge di stabilità che vogliamo.

Ecco perchè l’Italia deve infrangere le regole di questo mondo con o senza essere presenti alla conferenza di Parigi. Ecco perché noi parlamentari dobbiamo infrangere le regole che ci chiudono in una ruota del criceto dove il 90% sono solo parole e il 10% sono le idee che vogliamo realizzare.

Il Parlamento è il luogo centrale della discussione politica, dalle nostre scelte dipende il futuro delle nuove generazione. Ribellatevi alle regole del passato, alle bugie che vi vengono raccontate, non vi chiedo di scongelarvi, vi chiedo di ribellarvi. Prima che a ribellarsi siano i cittadini.

Dichiaro il voto contrario del MoVimento 5 Stelle.

Deputato Federico D’Incà

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Pubblicato giorno 23 dicembre 2015


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