L’1% più ricco della popolazione mondiale possiede più risorse del resto del mondo. Rapporto Oxfam 2016

Disuguaglianza-

E’ QUI DISPONIBILE il nuovo rapporto “Un’Economia per l’1%” pubblicato di recente da Oxfam alla vigilia del World Economic Forum.

Il rapporto fornisce nuove evidenze su quanto già denunciato da Oxfam negli ultimi due anni, ovvero che la disuguaglianza globale sta raggiungendo valori estremi mai toccati prima.

L’1% più ricco della popolazione mondiale possiede più risorse del resto del mondo.

Oggi 62 individui detengono la stessa ricchezza dei 3,6 miliardi di persone più povere. Solo nel 2010 erano 388.

E l’Italia non sfugge a questa impietosa fotografia. La ricchezza netta del top 1% degli italiani nel 2015 a 39 volte la ricchezza del 20% più povero dei nostri connazionali. Guardando all’incremento di ricchezza avvenuto dal 2000 ad oggi, è evidente l’iniqua distribuzione dei benefici della crescita economica degli ultimi decenni: se il top 1% si è aggiudicato il 50% dell’incremento di ricchezza a livello globale, la metà più povera della popolazione ha beneficiato di un incremento di appena l’1%.

Tale disuguaglianza è frutto di dinamiche illustrate nel rapporto attraverso esemplificazioni di casi verificatisi recentemente in cui il potere delle lobby o posizioni di monopolio condizionano il sistema economico a tutto vantaggio di pochi. Se non si interviene nel ridurre questi livelli di estrema disuguaglianza l’obiettivo, solennemente sancito solo qualche mese fa dai Governi di tutto il mondo, di porre fine alla povertà estrema entro il 2030 non verrà raggiunto.

Come priorità su tutte, Oxfam ha lanciato una petizione indirizzata al Presidente Renzi affinché l’Italia possa contribuire a porre fine all’era dei paradisi fiscali. Una rete globale di paradisi fiscali consente ai più ricchi di occultare 7.600 miliardi di dollari, una somma equivalente ai tre quarti della ricchezza netta complessiva dell’Italia nel 2015. Solo in Africa, il 30% della ricchezza è depositata in paradisi fiscali: 14 miliardi l’anno di gettito fiscale perso. Una cifra che sarebbe sufficiente a garantire una più estesa assistenza sanitaria, in grado di salvare la vita a 4 milioni di bambini africani ogni anno e a permettere inoltre di assumere gli insegnanti necessari a mandare a scuola tutti i ragazzi del continente.

Attraverso la petizione lanciata su act.oxfam.org chiediamo al Governo italiano l’introduzione di misure specifiche molte delle quali già in discussione a livello europeo (p.e. obbligo di rendicontazione pubblica paese per paese per tutte le multinazionali; modello vincolante di tassazione unitaria delle grandi compagnie). Si tratta di misure cruciali per contrastare pratiche di abuso fiscale che ci danneggiano tutti sottraendo risorse necessarie per garantire servizi pubblici essenziali come istruzione e sanità e per attuare misure efficaci di lotta alla povertà.

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Pubblicato giorno 20 gennaio 2016


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