Sospendere l’iter delle centrali idroelettriche sul Torrente Digon (interrogazione e risposta)

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CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

DECIMA LEGISLATURA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA  N.  49

SOSPENDERE L’ITER DELLE CENTRALI IDROELETTRICHE SUL TORRENTE DIGON

presentata il 15 ottobre 2015 dai Consiglieri Berti, Scarabel, Baldin, Bartelle e Brusco

Premesso che:

-sono in arrivo in Regione le varie osservazioni relative alle procedure di verifica di assoggettabilità (screening) dei molti progetti di impianti idroelettrici sotto 1 MW, da realizzare in tutta la montagna veneta;

-oltre 100 nuovi impianti mini idroelettrici sono in autorizzazione nella sola provincia di Belluno, molti ubicati nelle valli di accesso a Siti Unesco delle Dolomiti;

-il territorio della provincia di Belluno ricade per oltre il 50% nelle rete delle Zone Natura 2000 per la protezione della biodiversità.

Considerato che tra gli impianti in fase autorizzativa si segnala quello presentato dalla società Cadis srl per l’installazione di un nuovo impianto idroelettrico sul torrente Digon nei Comuni di San Nicolò Comelico e Comelico Superiore (BL). Si tratta del terzo progetto di centralina idroelettrica sul torrente Digon in Val Comelico, da realizzarsi nella parte più a monte rispetto alla centralina in esercizio del Comune di S. Nicolò Comelico e ad un altro progetto (ex IDREG) in fase autorizzativa avanzata. In 6.500 mt verrebbero realizzate 3 traverse, 3 opere di presa e 3 centrali idroelettriche in aree di grande valenza ambientale e paesaggistica, all’interno di siti SIC (sito d’interesse comunitario) e in ZPS (zone di protezione speciale) inseriti nella Rete Natura 2000: zone sottoposte a vincoli ambientali, paesaggistici, idrogeologici.

Visto che:

-l’ultima Conferenza dei Servizi del 24 febbraio 2015 relativa al progetto Cadis sul torrente Digon è stata sospesa con nota del 24.02.2015 prot. n. 080163 della Sezione Difesa del Suolo a seguito delle procedure d’infrazione della Commissione Europea 2009/2086 e 2013/2170 relative al non corretto recepimento da parte dell’ Italia dei criteri per la Valutazione di Impatto Ambientale;

-nel procedimento unico relativo all’approvazione del progetto Cadis srl sul torrente Digon, la commissione tecnica regionale ambiente (ctra) non ha mai convocato e interpellato la sezione parchi biodiversità programmazione silvopastorale e tutela dei consumatori facente parte del dipartimento agricoltura e sviluppo rurale della regione veneto, – pur rientrando obbligatoriamente tra i soggetti preposti ad esprimersi nelle procedure autorizzative relative alle centraline idroelettriche.

Constatato che in data 26 agosto 2015 con prot. n. 3444441 la Sezione Parchi Biodiversità Programmazione Silvopastorale e Tutela dei Consumatori (facente parte del Dipartimento Agricoltura e Sviluppo Rurale della Regione Veneto) emette, a firma del Direttore Mauro Giovanni Viti, un documento in cui dichiara che il Progetto CADIS srl sul Torrente Digon “non riporta tutti gli elementi adeguati per la verifica di assoggettabilità prescritta dall’art. 20 del Dlgs 152/2006 in particolare riferiti agli aspetti relativi all’analisi idrologica, agli aspetti idraulici, agli impatti cumulativi e al mancato rispetto delle Direttive Quadro Acque 2000/60/CE”, e conclude affermando che ” in carenza di evidenze che escludono impianti e interferenze significative sull’ambiente, si richiede il ricorso all’avvio delle procedure ordinarie di VIA ai sensi degli art. 21 ss. del Dlgs 152/2006″.

Tutto ciò premesso i sottoscritti consiglieri

interrogano la Giunta regionale

per chiedere:

-di sospendere l’iter in essere e ripartire nuovamente con la presentazione del progetto mediante la stesura di un calendario di audizioni pubbliche presso tutti i comuni coinvolti direttamente dalla realizzazione del progetto e indirettamente dagli effetti che dall’opera stessa genera permanentemente sul territorio a monte e a valle.

-un immediato approfondimento del progetto, valutando anche le interazioni e gli effetti cumulativi con le altre dighe sul torrente, tramite la richiesta immediata di una conferenza di servizi con tutti coloro che utilizzano l’acqua del torrente per scopi irrigui e potabili: enti concessionari, arpav, ulss e comuni e con gli enti preposti alla tutela del territorio.

RISPOSTA REGIONE VENETO (formato pdf)

 

 

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Pubblicato giorno 5 febbraio 2016


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