Questione sanità in Polesine

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Intorno alla spending review si gioca una partita sulla sopravvivenza del Servizio Sanitario Nazionale. L’attuale modello di sistema sanitario è basato sui consumi di farmaci, di attività diagnostiche, di ricoveri “mentre un nuovo modello di Sanità dovrebbe essere basato sulla prevenzione, sul coinvolgimento delle comunità e delle persone nei processi di cura, sulla riorganizzazione ed il rafforzamento della medicina di famiglia e dei servizi territoriali veri e reali” spiegano i consiglieri del M5S della Regione Veneto Berti, Scarabel, Baldin e Bruscoche i quali, su richiesta del Parlamentare Federico D’Incà, hanno depositato un’interrogazione a carico della Giunta regionale. La prevista riduzione di posti letto dovrebbe essere un’occasione per trasferire risorse dal settore ospedaliero a quello territoriale; ma non è ancora chiaro se il risparmio per la sanità pubblica avverrà grazie al taglio di posti letto superflui, oppure se si avrà una pesante riduzione della qualità/quantità delle cure prestate ai pazienti.

Rovigo è una provincia considerata “specificità” e che, secondo le indicazioni del PSSR, deve mantenere l’ospedale del capoluogo di provincia a livello di Hub ma le schede ospedaliere approvate prevedono per il Polesine complessivamente una percentuale di tagli nei posti letto pari al 18,4%, la percentuale più alta di tagli per acuti di tutto il Veneto. Negli ultimi 10 anni l’ospedale di Rovigo ha fatto importanti investimenti per migliorare l’eccellenza e la qualità dei suoi servizi con ingenti spese sostenute per la loro realizzazione ed anche ad Adria sono stati fatti investimenti in nuova strumentazione e in strutture, per mettere a disposizione servizi importanti per la diagnosi e cura, coprendo non solo il territorio del Delta del Po Polesano, ma anche il delta del Po ferrarese e la bassa Veneziana.

Nel 2012 vengono istituiti in Veneto gli “ospedali di comunità”, che dovranno svolgere una funzione importante dopo il taglio dei posti letto negli ospedali. Gli ospiti degli ospedali di comunità saranno pazienti che devono completare i cicli di terapia o stabilizzare le condizioni cliniche. Per l’inserimento del paziente nell’Ospedale di Comunità che proviene da un Ospedale per acuti, la regione Veneto, dal 31° fino al 90°giorno di degenza prevede una compartecipazione delle spese da parte del paziente come quota alberghiera e una quota di partecipazione per le indagini cliniche effettuate. Se invece il paziente venisse inserito dal medico di famiglia, sia la quota alberghiera che quella di partecipazione sarebbero da compartecipare dal primo giorno di degenza. Con l’assistenza medica H24/24, sono previsti ulteriori 10 euro al giorno. A pagare dovranno essere i cittadini, in misura uguale per tutti indistintamente dal reddito, senza equità dell’indicatore ISEE;

Abbiamo chiesto alla Giunta di sapere come intende affrontare la situazione della sanità nella provincia di Rovigo tenuto conto delle caratteristiche del territorio, vasto e poco densamente popolato, con una popolazione che è tra le più anziane d’Italia, affetta da malattie croniche e multi patologiche in continuo aumento” dichiara il deputato Federico D’Incà. Fra le tante cose viene chiesto di spiegare come l’ospedale di Rovigo possa a tutti gli effetti restare una hub di riferimento per la provincia, così come previsto dal PSSR, se allo stesso tempo le schede ospedaliere prevedono il trasferimento o il depotenziamento dei suoi servizi di eccellenza e se vengono eliminati servizi negli ospedali di Adria e Trecenta? “Vorremmo sapere dove saranno individuati gli ospedali di comunità in Polesine, quali saranno le strutture in cui trasferire i posti letto eliminati dagli ospedali per acuti e come si penserà di gestire dal punto di vista del personale medico e infermieristico anche queste nuove strutture” prosegue l’interrogazione. Dal momento poi che la Regione Veneto ha stabilito la compartecipazione del paziente ai costi per essere curato negli ospedali di comunità indipendentemente dall’ISEE, che azioni si intende mettere in campo per sostenere i Comuni che hanno disponibilità di spesa limitate ma, come stabilisce la legge, sono chiamati ad intervenire per sostenere economicamente chi ha un’ISEE basso.”

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Pubblicato giorno 10 febbraio 2016


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