Salvaguardia del trasporto ferroviario e del cicloturismo in Provincia di Belluno (interrogazione e risposta)

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CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

DECIMA LEGISLATURA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA  N.  51

SALVAGUARDIA DEL TRASPORTO FERROVIARIO E DEL CICLOTURISMO IN PROVINCIA DI BELLUNO

presentata il 15 ottobre 2015 dai Consiglieri Berti, Scarabel, Baldin, Bartelle e Brusco

Premesso che:

-i trasporti pubblici sia locali che nazionali sono fondamentali per lo sviluppo economico dei territori e devono essere potenziati e migliorati, soprattutto nei territori a forte richiamo turistico ed economico;

-nella tratta ferroviaria “Calalzo-Ponte nelle Alpi- Padova” il numero dei disagi e dei disservizi ha registrato un continuo aumento nel corso degli ultimi anni con soppressione di treni, sistematici ritardi, sovraffollamento dei passeggeri e presenza di molteplici episodi di mancato funzionamento dei passaggi a livelli;

-tali circostanze rendono gravosi gli spostamenti per numerosissimi studenti e pendolari e riducono le potenzialità di sviluppo turistico della montagna bellunese Dolomiti, nonostante sia stata dichiarata Patrimonio dell’Unesco;

-la suddetta tratta ferroviaria e l’intero servizio ferroviario di interesse regionale è gestito da Trenitalia che insieme a Rete Ferroviaria Italiana, gestore dell’infrastruttura, appartengono al Gruppo Ferrovie dello Stato Italiano S.p.A. La gestione delle ferrovie venete avviene in base al contratto di servizio scaduto il 31.12.2014 e prorogato dalla regione Veneto di ulteriori 12 mesi, in attesa che venga messo a punto il bando di gara europea da parte di Sistemi Territoriali, che a sua volta gestisce la tratta Venezia-Adria sempre con contratto scaduto il 31.12.2014 e prorogato di ulteriori 12 mesi.

Considerato che la riorganizzazione del servizio ferroviario regionale e l’entrata in vigore dell’orario cadenzato, di fatto ha penalizzato i collegamenti da e per la provincia di Belluno. Da tempo non ci sono più treni diretti da Padova e Venezia per Calalzo, avendo già introdotto la rottura carico a Belluno e a Conegliano e ora si parla di una prossima modifica con rottura a Montebelluna per entrambe le linee, Padova e Venezia, che potrebbero portare alla soppressione di ulteriori treni verso la montagna.

Constatato che:

-dall’estate 2014 Trenitalia Veneto, inoltre, ha abolito il servizio regolare di trasporto bici nei convogli, con appositi spazi dedicati: l’art 11 delle condizioni generali di trasporto – Parte III – Trasporto Regionale relativo alle bici al seguito prevede che le biciclette possano essere trasportate “purché le stesse vengano smontate e custodite in una sacca ovvero siano del tipo pieghevole e opportunamente chiuse”;

-è stato stipulato tra FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) e RFI (Rete Ferroviaria Italiana) un protocollo d’intesa per rendere più accessibili 180 stazioni ferroviarie italiane ai viaggiatori con bici al seguito. Tra le stazioni del Veneto prescelte per questo intervento c’è anche quella di Calalzo, dove termina la linea ferroviaria che da Venezia e Padova porta nel cuore delle Dolomiti, patrimonio Unesco.

Visto che:

-ad aprile 2015 Regione Veneto, Trenitalia e Dolomitibus, con la collaborazione della Provincia di Belluno, promuovono il progetto “Trenobus delle Dolomiti” per favorire lo scambio modale treno-bus-bicicletta nell’ottica di un trasporto sostenibile e della valorizzazione delle mete turistiche della Regione. Peccato che sia stato allestito un unico convoglio da Venezia Santa Lucia a Calalzo con una capienza di 120 posti a sedere e 32 biciclette, funzionante nei soli giorni festivi dal 26 luglio al 6 settembre;

-la stazione di Calalzo è anche il punto di partenza della ciclabile ex Ferrovia Dolomiti che porta a Cortina e Dobbiaco, e punto di arrivo dell’itinerario cicloturistico che sale da Belluno, lungo il quale lo scorso maggio sono state inaugurate, con grande partecipazione di Fiab Veneto, due ciclabili molto belle e importanti, grazie alle quali tutto il tragitto da Dobbiaco a Belluno e lago di S. Croce ora si può fare in sicurezza. Altre ciclabili sono state realizzate in Sinistra Piave Valbelluna e tra Ponte nelle Alpi e il lago di S. Croce.

Preso atto che il cicloturismo, forma di turismo sostenibile che ha sempre più presa soprattutto nel resto d’Europa, crea un volano economico straordinario per il territorio. È assurdo che una mancata programmazione e i tagli del servizio di trasporto ferroviario locale, anche per trasporto bici, penalizzi una attività economica in ascesa che crea indotto nella zona, oltre a costituire una pubblicità negativa per la Regione anche in vista dei mondiali di sci a Cortina. L’evento sportivo internazionale può essere l’occasione per intervenire in tempo con una programmazione della mobilità complessiva pensando al potenziamento delle linee ferroviarie e dei servizi dei trasporti locali ferro-gomma-bici in modo da creare condizioni stabili di sviluppo turistico del bellunese.

Tutto ciò premesso i sottoscritti consiglieri

interrogano la Giunta regionale

per sapere:

-a che punto è la predisposizione del bando di gara per l’assegnazione del servizio ferroviario regionale, visto che i termini della proroga concessa a RFI e a Sistemi Territoriali per la gestione delle tratte di loro competenza scade a dicembre 2015;

-che azioni intende intraprendere, con che tempi e disponibilità di fondi , per rendere accessibile il territorio bellunese in modo sostenibile, mediante il potenziamento dei servizi ferroviari e l’interscambio ferro-gomma con la Dolomiti bus da Calalzo a Cortina, anche in prospettiva dei prossimi mondiali;

-se è vera l’imminente modifica delle rotture carico a Montebelluna per le tratte Padova-Calalzo e Venezia-Calalzo e se questa prevede la soppressione di convogli;

-se alla luce dell’accordo stipulato tra RFI e FIAB, che la Regione Veneto faccia pressione su Trenitalia per far attivare un efficiente servizio di trasporto bici sui treni di tutte le linee ferroviarie regionali, e in particolare per Calalzo, considerato che sono stati spesi milioni di euro per la realizzazione di piste ciclabili e notevoli sforzi da parte di enti e associazioni per sviluppare il cicloturismo nel Veneto, che crea un importante indotto per la nostra regione.

RISPOSTA REGIONE VENETO (pdf)

 

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Pubblicato giorno 10 febbraio 2016


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