La chiusura degli uffici postali si può fermare

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A seguito delle indiscrezioni di stampa nelle quali si ipotizzava la chiusura e il ridimensionamento di almeno 50 uffici postali in tutto il Veneto, tra cui diversi uffici in Provincia di Belluno, il deputato Federico D’Incà del MoVimento 5 Stelle ha presentato lo scorso marzo un’interrogazione al Ministro dello Sviluppo economico.

“Ho chiesto di intraprendere delle iniziative per favorire una concertazione tra Poste Italiane e le amministrazioni locali interessate al fine di scongiurare la prevista riduzione del servizio, tenendo conto anche delle peculiarità ed esigenze specifiche dei singoli territori e non privilegiare soltanto le logiche aziendalistiche tese alla valutazione della sola efficienza ed economicità aziendale” spiega il parlamentare.

Lo scorso 15 Gennaio 2016, dopo ripetuti solleciti in aula, è arrivata la risposta da parte del Ministro che presenta elementi interessanti e che vanno portati a conoscenza dei sindaci interessati. “Sono previste alcune attività che possono essere intraprese dalle amministrazioni al fine di garantire il mantenimento del servizio postale nel proprio comune” prosegue D’Incà che ha avvisato con un comunicato tutti i sindaci coinvolti. “In particolare evidenzio che in merito al contratto di programma vigente tra il Ministero e Poste Italiane, il quale prevede che quest’ultima trasmetta all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) con cadenza annuale, l’elenco degli uffici postali e delle strutture di recapito che non garantiscono condizioni di equilibrio economico e, contestualmente, il piano di intervento per la progressiva razionalizzazione della loro gestione”.

L’Agcom ha introdotto specifiche garanzie a tutela degli utenti, in particolare per coloro che si avvalgono degli uffici postali ubicati in comunità montane e nelle isole minori. Pertanto si prevede che Poste Italiane, nella logica del potenziamento e di una maggiore efficienza dei servizi, dovrà valutare il rapporto costi-ricavi non sulla base del singolo ufficio postale, ma in un ambito territoriale più ampio. La società Poste Italiane dovrà inoltre valutare, prioritariamente alla decisione di rimodulazione e razionalizzazione, iniziative proposte da enti e istituzioni territoriali in grado di aumentare la redditività della rete degli uffici postali. Tali proposte dovranno pervenire, a regime, entro il 30 settembre di ogni anno. Per l’anno 2015, tale termine è posticipato al 31 marzo 2016. La Società è tenuta a trasmettere il suddetto Piano all’Autorità entro luglio 2016.

“Ho pertanto informato tutti i sindaci interessati dei comuni di Bolzano Bellunese, Sois, Meano nel comune di Santa Giustina, Candide nel comune di Comelico Superiore, Gosaldo, Zoldo Alto, Lorenzago di Cadore e Colle Santa Lucia della procedura al fine di scongiurare la chiusura degli uffici ed il depotenziamento dei servizi a sfavore dei cittadini già duramente provati dalla vita nei piccoli borghi montani” conclude D’Incà.

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Pubblicato giorno 12 febbraio 2016


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