Caso progetto Terna “razionalizzazione Media Valle del Piave” (interrogazione e risposta)

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CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

DECIMA LEGISLATURA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA N. 12

COSA INTENDE FARE LA GIUNTA IN MERITO ALLE AZIONI SUSSEGUENTI AD IMPEGNI, CASO PROGETTO TERNA “RAZIONALIZZAZIONE MEDIA VALLE DEL PIAVE”

presentata il 20 luglio 2015 dai Consiglieri Berti, Scarabel, Baldin, Bartelle e Brusco

Premesso che con la deliberazione 33/2014 il consiglio Regionale del Veneto impegnava la giunta regionale:
- a sospendere da subito la procedura di VIA del progetto di Terna denominato “Razionalizzazione e sviluppo della Rete di Trasmissione Nazionale (RTN) nella media valle del Piave”, per approntare una revisione totale del progetto, alla luce delle recenti evoluzioni tecnologiche, dell’effettiva domanda di energia e delle nuove modalità di gestione delle reti, rimarcando la priorità e immediata risoluzione;
- del risanamento delle attuali criticità sanitarie e ambientali che gravano sugli abitati dei comuni interessati dal progetto, così come già sottolineato dai comuni firmatari del protocollo di intesa nel 2009 e attestato nelle osservazioni inviate nel corso della procedura VIA. In tal senso si devono confermare e ampliare i tratti di elettrodotto in cavo interrato;
- dell’eliminazione dal progetto degli elementi che rendono plausibile la caratterizzazione di questo intervento come frazionamento di un’opera più ampia; in particolare si devono eliminare sia la corrente di riferimento a per. 434 A sia l’armatura a 380 KV, elementi non coerenti con le esigenze di razionalizzazione e con le linee esistenti alle quali i nuovi tratti si collegano;
- ad istituire una commissione tecnica mista Regione Veneto – Terna con il coinvolgimento dei comuni interessati per verificare le criticità della rete elettrica esistente e quella in progetto nel Veneto, come base per definire un possibile accordo quadro tra i due soggetti;
- di farsi garante del rispetto della obbligatorietà e incomprensibile condivisione con il territorio interessato del nuovo iter progettuale.
Considerato che:
- nel vicino Trentino Alto Adige sono in corso o sono stati conclusi progetti di interramento delle linee di alta tensione (ad esempio nell’area produttiva Casotte a Mori – provincia di Trento – o a Bressanone), fatto questo che evidenzia come anche interventi di razionalizzazione della rete esistente possono essere realizzati in cavo interrato;
- in Piemonte l’interconnessione Italia-Francia, inizialmente prevista con elettrodotti aerei, è stata interamente realizzata in cavo interrato, come dimostra anche un video promozionale diffuso dalla stessa Terna, attuatore dell’intervento;
- il progetto previsto per la provincia di Belluno andrebbe a lambire siti delle Dolomiti dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, con rischio concreto che tale riconoscimento possa venire meno.
Visto che sulla questione del nuovo elettrodotto Lienz–Scorzé, che fino al confine austriaco corre sotterraneo ma che in Italia la società che gestisce la rete vorrebbe realizzare con tralicci disseminati sulle montagne, con comunicato stampa del 1° settembre 2014, il Presidente del Veneto Luca Zaia afferma che:
“Terna non può deturpare un paesaggio mozzafiato come quello delle Dolomiti, patrimonio dell’Unesco, con degli orrendi tralicci. E’ una azienda pubblica. Si rassegni dunque a mettere mano alla cassa e realizzi interrandolo l’elettrodotto dall’Austria all’Italia. Come Regione sappia che continueremo a opporci in tutte le sedi a un vero e proprio scempio. I cittadini hanno ragione a protestare, perché l’ambiente appartiene a loro. Non è una Italia del NO che protesta, non lo fa per un effetto Nimby (Not In My Back Yard) né per un malinteso senso dell’ambientalismo che nega tutto, ma semplicemente per una questione di buon senso. Nessuno si oppone all’elettrodotto, semplicemente non è pensabile che l’area delle Dolomiti, patrimonio ambientale dell’umanità Unesco, venga deturpata da torri metalliche fino a 60 metri e da cavi aerei che corrono lungo vallate e crinali, tenuto conto che gli stessi cavi possono essere interrati garantendo sia l’approvvigionamento energetico sia il paesaggio. L’Unesco ci ha dato un riconoscimento meritato e straordinario, i cui contenuti e le cui aspettative abbiamo tutti il dovere di consolidare rispettando e valorizzando anzitutto le Dolomiti e chi ci abita”
I sottoscritti consiglieri

interrogano la Giunta regionale

per sapere:
1) se la precedente Giunta regionale abbia dato seguito a quanto indicato dal precedente Consiglio regionale tramite la succitata mozione;
2) se in caso di risposta negativa sia intenzione del Presidente Luca Zaia e dell’attuale Giunta regionale dare rapidamente seguito a quanto indicato dal Consiglio regionale oramai oltre un anno fa;
3) se abbia approntato una strategia di sviluppo sostenibile delle infrastrutture elettriche che adottino le migliori tecniche possibili, siano ad alta efficienza energetica e al minore impatto ambientale;
4) in caso di risposta negativa, se intenda approntare la succitata strategia e la tempistica per l’eventuale realizzazione.

RISPOSTA REGIONE VENETO (formato pdf)

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Pubblicato giorno 13 febbraio 2016


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