Poste Italiane: lo scandalo delle consegne e della qualità del servizio

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Il parlamentare Federico D’Incà del Movimento 5 Stelle solleva, con un’interrogazione al Ministro dello sviluppo economico e al Ministro dell’economia e delle finanze, le problematiche legate al servizio postale alla luce degli ultimi scandali che hanno coinvolto Poste Italiane e disservizi nel bellunese.

Il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha definito due istruttorie avviate a seguito delle proposte presentate da Poste Italiane: una sulle nuove modalità di recapito degli invii postali a giorni alterni, l’altra sulle tariffe e gli standard di qualità del servizio postale.
“Il Governo affida a Poste Italiane il servizio di posta universale che lo Stato paga in media circa 300 milioni di euro l’anno e Poste Italiane può essere costretta a pagare fino a 500 mila euro l’anno di sanzione se non rispetta i parametri prefissati” spiega D’Incà.

Il 20 gennaio 2016 il Fatto Quotidiano pubblica un’inchiesta in cui emerge un sistema consolidato per alterare la qualità del servizio di consegna che ha portato le stesse Poste Italiane a prendere provvedimenti con licenziamenti e sospensioni di personale. L’unità antifrode di Poste Italiane ha scandagliato le e-mail aziendali di migliaia di dipendenti dalle quale emerge che i lavoratori creavano una corsia preferenziale per consegnare le «lettere test» nei tempi prestabiliti e dimostrare così che il coefficiente di qualità, previsto dal contratto tra Poste Italiane e lo Stato, veniva rispettato. A monitorare e certificare il servizio di qualità, fino pochi mesi fa, è stata la Izi srl che sceglieva circa 8 mila persone le quali annotano in quanto tempo la corrispondenza veniva inviata e recapitata. “Il punto è che Poste Italiane ha conosciuto, per anni, molti nominativi dei controllori scelti da Izi. In altre parole: il controllato conosceva i suoi controllori” spiega il MoVimento 5 Stelle.

Il piano di ristrutturazione di Poste italiane 2015-2019 della funzione Posta prevede l’avvio del recapito a giorni alterni ormai in adozione in molte zone del bellunese e del Veneto.

Nel bellunese è partito il bacino di Feltre, Agordino, Cadore e parti alte della provincia, mentre al momento sono esclusi Belluno, Limana, Sedico e Ponte nelle Alpi, che partiranno con la sperimentazione ad aprile 2016. Il servizio di consegna avviene a giorni alterni, mentre è prevista la «linea plus» per la consegna giornaliera. Agcom ha introdotto specifiche garanzie a tutela degli utenti, in particolare per coloro che si avvalgono degli uffici postali ubicati in comunità montane e nelle isole minori. Si prevede inoltre che Poste Italiane, nella logica del potenziamento e di una maggiore efficienza dei servizi, dovrà valutare il rapporto costi-ricavi non sulla base del singolo ufficio postale ma in un ambito territoriale più ampio. Nel Nord Italia, dove il piano di ristrutturazione del servizio di consegna è già partito, si parla di licenziamenti, provvedimenti disciplinari in itinere e di moltissime posizioni a rischio di funzionari e responsabili di strutture per lo scandalo delle consegne e della qualità del servizio.

Nel bellunese in fase di avvio del servizio di recapito a giorni alterni sono emerse forti criticità segnalate sia dagli operatori del servizio, che dai sindacati: la «linea plus» non è operativa e la consegna giornaliera dei quotidiani non è stata avviata. La risposta di Poste Italiane alle lamentele per il disservizio è stata semplicemente quella di comunicare che si sarebbe occupata del problema, senza specificare come. Il 20 gennaio 2016, a Mestre, è avvenuto un incontro tra Poste Italiane e le rappresentanze sindacali dei lavoratori per analizzare le criticità emerse nella partenza della sperimentazione nel bellunese: nell’accordo contrattuale sono previsti monitoraggi cadenzati per evidenziare criticità ed eventuali messe a punto del sistema, mentre, nell’incontro, l’azienda ha negato l’esistenza di problematiche affermando che procederà come stabilito dal piano di ristrutturazione.

“Al Ministro dello sviluppo economico e al Ministro dell’economia e delle finanze chiedo quali iniziative normative intendano adottare al fine di garantire l’efficienza e la qualità del servizio pubblico postale” scrive il presidente del gruppo parlamentare alla Camera del M5S Federico D’Incà. “Soprattutto se si intendano mettere in atto iniziative di verifica nei confronti di Poste Italiane, tese ad accertare se i fatti accaduti dal 2003 al 2014 abbiano causato un disservizio alla collettività e provocato anche un danno economico allo Stato e se si intenda applicare immediatamente, alla fine del primo step, la clausola di revoca della ristrutturazione se il piano non dovesse rispondere agli esiti preventivati e non abbia risolto le forti criticità finora segnalate.”

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Pubblicato giorno 18 febbraio 2016


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One Comment on “Poste Italiane: lo scandalo delle consegne e della qualità del servizio

  1. Se posso aggiungere un tassello al disservizio postale segnalo che L’Amico del Popolo, settimanale bellunese, riconosciuto da poste come giornale locale ROC, e quindi parificato ai quotidiani per la consegna postale viene distribuito a giorni alterni da novembre. Ciò vuol dire che si crea disparità tra gli abbonati: c’è chi lo riceve il giovedì e chi il venerdì; senza tenere conto di chi lo riceve il lunedì o martedì successivo perdendo quindi l’intera efficacia dell’informazione. Già la forbice tra chiusura del giornale e consegna è ampia (2 giorni a chi va bene) così si amplia ancora. Come giornale ROC L’Amico del Popolo dovrebbe poter essere consegnato alle Poste entro le 4 di mattina del venerdì e distribuito il venerdì stesso. In questo caso il giornale potrebbe essere chiuso il giovedì pomeriggio. Attualmente il giornale deve essere chiuso il martedì sera.

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