“La cricca del Po” e i danni del terremoto (interrogazione e risposta)

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CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

DECIMA LEGISLATURA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA  N.  41

“LA CRICCA DEL PO” E I DANNI DEL TERREMOTO AGLI ARGINI DEL PO

presentata il 24 settembre 2015 dai Consiglieri Berti, Scarabel, Baldin, Bartelle e Brusco

Premesso che:

-la trasmissione REPORT ha mandato in onda il giorno 14 dicembre 2014 un servizio di Giulio Valesini intitolato “la cricca del Po” per i lavori urgenti svolti sugli argini delle zone a rischio del fiume Po in provincia di Rovigo, svolti parzialmente o non effettuati;

-le accuse sono di corruzione, truffa ai danni dello Stato, falsità ideologica e frode nelle pubbliche forniture per mezzo milione di euro, secondo le ricostruzioni degli inquirenti, gli indagati sono quattro funzionari dell’Aipo (Agenzia interregionale per il fiume Po), che avrebbero predisposto e avallato come urgenti, a favore di tre imprenditori, i lavori di arginatura subacquea del fiume a Ca’ Zuliani, vicino a Porto Tolle, senza che lo fossero realmente. Un “modus operandi” che si sarebbe ripetuto in modo simile in altri tre casi a Castelmassa, sempre nel 2008. http://www.lavoce-nuova.it/homepage/2014-12-15/cricca-del-po-ci-sono-sette-indagati.

Considerato che nell’intervista di REPORT l’imprenditore Orlandini (indagato e reo confesso) spiega che per «Per dare i soldi al dirigente dell’AIPO e guadagnarci anch’io – ho portato meno materiale di quello richiesto per sistemare degli argini. Da capitolato dovevamo fare il lavoro di argine con 5.000 metri cubi di pietre. In realtà ne abbiamo messi 1.400-1.500» A guadagnarci anche la ditta di fornitura delle pietre, di proprietà di Francesco Barbetta (indagato): «Sulle quantità di pietre che fattura in più, ma che materialmente non porta devo restituirgli il 20%: 15mila euro. Lo stabilivamo noi, tanto nessuno sarebbe andato a controllare».

Preso atto che:

-dall’indagine risultano falsificati i documenti di trasporto (DDT) dei materiali, per far risultare quantitativi maggiori di pietre consegnate. In essi figuravano anche consegne in cantieri dove i camion della ditta fornitrice non erano mai stati. In alcuni casi è addirittura risultato che gli autisti avessero fatto consegne durante il loro periodo di ferie o con camion già rottamato;

-Sandro Bortolotto (indagato), responsabile dei procedimenti di AIPO Rovigo, indirettamente ammette la facilità con cui poter nascondere progetti fittizi di risanamento perché gli interventi al 90% sono subacquei e quindi sarebbe molto difficile la verifica. Tutti i membri dell’AIPO che sono finiti sotto indagine attualmente sono ancora al loro posto e continuano a svolgere il loro lavoro di sovrintendenza e mantenimento degli argini. http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-6ba89669-1f16-4278-99fd-d769283c56fd.html

-a giugno 2013 Sergio Berlato (ex eurodeputato Pdl, ora membro della direzione nazionale di FdI AN) aveva posto l’accento sui lavori affidati con discutibili procedure di somma urgenza (che hanno norme diverse e di fatto senza controlli in nome dell’urgenza, vera o presunta, rispetto alle classiche gare d’appalto), che riguardavano il settore idrico e venivano effettuati soprattutto a Vicenza, Padova, Rovigo, Venezia. Berlato chiedeva infine al giornalista: “un camion ha fatto decine di viaggi per trasporto materiali, fatturati e pagati, e quel camion è fermo da tempo in una rimessa perché non funzionante, cosa vi chiedereste?” http://www.vicenzapiu.com/leggi/camion-finti-del-po-come-la-victory-e-proposta-m5s-per-chi-denuncia-corruzione-berlato-ricco#articlecontent

Constatato che:

-AIPo – l’Agenzia Interregionale per il fiume Po – è l’ente strumentale delle Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Veneto che cura la gestione del più grande fiume italiano occupandosi di sicurezza idraulica, di demanio idrico e di navigazione fluviale. Per svolgere tali funzioni, AIPo è articolata con sedi territoriali nel bacino – da Torino (Moncalieri), fino a Rovigo – e ha la sua sede principale a Parma;

-dopo il terremoto in Emilia Romagna del 2012, AIPO manda una relazione al Commissario Delegato Veneto per l’emergenza, il governatore Zaia, in cui si parla di “severi danni alle opere di presidio idraulico in conseguenza degli eventi sismici verificatisi nel territorio della provincia di Rovigo nel mese di maggio 2012, provocando numerosi franamenti e cedimenti delle difese di sponda. Tali cedimenti si sono verificati soprattutto nei territori dei comuni di Ficarolo (il più grave), Salara, Stienta, Calto e Bergantino.” (NOTA PROT. N. 22735 DEL 25/06/2012-AIPO);

-la nota della Prefettura di Rovigo del 31/10/2012, prot. n. 24784 inoltrata al Commissario Zaia riferisce che: “l’assetto strutturale del fiume Po ha subito un generale indebolimento non solo nel territorio di Ficarolo ma anche in altri punti per effetto delle sollecitazioni agli argini ed alle connesse opere di difesa idraulica conseguenti al terremoto, con ingentissimi danni quantificabili in euro 4.630.000,00”;

-l’Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPO) con nota prot. n. 45386 del 18 dicembre 2012 ha provveduto a trasmettere al Commissario delegato una puntuale relazione sui danni arrecati alle arginature del fiume Po in conseguenza degli eventi sismici del mese di maggio 2012;

-con Ordinanza commissariale n. 27 del 16 dicembre 2013 è stato assunto l’impegno di spesa delle risorse finanziarie necessarie alla copertura dei “Lavori di somma urgenza eseguiti dall’Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPO) per il contrasto dell’erosione spondale in sinistra fiume Po fra gli stanti 121 – 123 in Comune di Calto (Ro)”, per l’importo di Euro 415.067,99;

-con Ordinanza commissariale n. 28 del 17 dicembre 2013 è stato assunto l’impegno di spesa delle risorse finanziarie necessarie alla copertura dei “Lavori di somma urgenza eseguiti dall’Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPO) per la ripresa dell’erosione spondale in sinistra fiume Po a valle st. 121 in Comune di Calto (Ro)”, per l’importo di Euro 237.154,47.

Visto che:

-nessuno dei sindaci dei comuni polesani lungo il Po ha avuto comunicazioni da Zaia, commissario straordinario per l’emergenza terremoto, sulla situazione di danno provocata alle arginature ed evidenziata nelle relazioni di Aipo e Prefettura di Rovigo;

-a gennaio 2014 avviene il cedimento dell’argine del fiume Secchia che ha provocato l’alluvione nel modenese. Allora i tecnici AIPO diedero la colpa del crollo dell’argine a nutrie e volpi dichiarando “la falla del Secchia è avvenuta in un tratto di alveo rettilineo, regolarmente sottoposto a manutenzione attraverso periodici sfalci (l’ultimo intervento è stato concluso il 3 dicembre), pulizie del corpo arginale e già interessato da verifiche post sisma senza che emergessero criticità di rilievo”. (fonte: LA GAZZETTA DI MODENA 20 gennaio 2014). “La manutenzione – spiega AIPO – viene fatta solo sulle opere idrauliche perché per intervenire sull’alveo di un fiume servono progetti, e i costi sono molto diversi. Spendiamo 18 milioni solo per agire sugli argini, e lavorare su 1 chilometro di alveo costerebbe tra i 500 mila e il milione di euro.” (fonte: IL FATTO QUOTIDIANO 14 febbraio 2014).

I sottoscritti consiglieri

interrogano la Giunta regionale

per sapere:

-se è a conoscenza dell’inchiesta che vede coinvolta AIPO sulle finte opere urgenti sulle arginature del Po in provincia di Rovigo e che azioni intendano mettere in campo per verificare la consistenza delle sponde del più grande fiume italiano, anche in collaborazione con le altre regioni;

-come mai i sindaci dei comuni lungo il Po non sono stati messi al corrente dell’entità dei danni provocati dal sisma del 2012 alle arginature e come mai, a fronte di una quantificazione di 1,6 milioni di euro di danni ne sono stati stanziati solo 600mila destinati unicamente al comune di Calto per la messa in sicurezza delle sponde?

-che azioni e stanziamenti intenda effettuare per garantire la messa in sicurezza degli argini del Po.

RISPOSTA REGIONE VENETO (formato pdf)

 

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Pubblicato giorno 5 marzo 2016


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