Fondi UE per i collegamenti transfrontalieri – il Treno delle Dolomiti (interrogazione e risposta)

treno-val-pusteria

CONSIGLIO REGIONALE DEL 

DECIMA LEGISLATURA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA  N.  114

FONDI UE PER I COLLEGAMENTI TRANSFRONTALIERI – IL TRENO DELLE DOLOMITI

presentata il 21 gennaio 2016 dai Consiglieri Brusco, Berti, Scarabel, Baldin e Bartelle

Premesso che:

-oltre ai primi bandi lanciati da Horizon 2020 per il periodo 2016-2017, per il settore trasporti la Commissione europea (DG Mobilità e Trasporti) ha di recente lanciato due inviti a presentare proposte nell’ambito del Meccanismo per collegare l’Europa (CEF), la cui scadenza è fissata per il prossimo 16 febbraio;

-tali bandi sono in linea con gli obiettivi proposti dal Libro Bianco e hanno l’intento di eliminare gli ostacoli e le strozzature esistenti per creare uno spazio unico europeo dei trasporti che faciliti gli spostamenti di persone e merci, riduca i costi e migliori la sostenibilità dei trasporti europei. Il budget a disposizione dei bandi ammonta a: – 1,09 miliardi euro per il finanziamento di progetti presentati nell’ambito della CEF Transport General Call aperta a tutti gli Stati membri; – 6,47 miliardi di euro destinati invece a progetti dei Paesi del Fondo di Coesione presentati nel quadro della CEF Transport Cohesion Call;

-tre sono gli obiettivi specifici nel settore dei trasporti individuati nell’ambito del CEF: 1. eliminare le strozzature, accrescere l’interoperabilità ferroviaria, realizzare i collegamenti mancanti e, in particolare, migliorare le tratte transfrontaliere; 2. garantire nel lungo periodo sistemi di trasporto sostenibili ed efficienti, al fine di prepararsi ai futuri flussi di trasporto previsti e di consentire la decarbonizzazione di tutti i modi di trasporto mediante la transizione verso tecnologie di trasporto innovative a basse emissioni di carbonio ed efficienti sul piano energetico, ottimizzando nel contempo la sicurezza; 3. ottimizzare l’integrazione e l’interconnessione dei modi di trasporto e accrescere l’interoperabilità dei servizi di trasporto, assicurando nel contempo l’accessibilità alle infrastrutture di trasporto;

-tra gli obiettivi prioritari del CEF, verso le quali si intendono indirizzare i fondi a disposizione ci sono: – corridoi della rete centrale (solo CEF-Trasporti-2015 a titolo di coesione); – altri settori della rete centrale (solo CEF-Trasporti-2015 a titolo di coesione); – interoperabilità del sistema ferroviario (solo CEF-Trasporti-2015 a titolo di coesione); – ERTMS – Sistema europeo di gestione del traffico ferroviario.

Considerato che:

-la provincia di Belluno rappresenta la parte più settentrionale della regione Veneto, confina a sud con la provincia di Treviso ad ovest con il Trentino Alto Adige, a ovest con Il Friuli Venezia Giulia e nord con l’Austria: la rete ferroviaria, benché relativamente estesa, è interamente a binario unico e non elettrificata, non è (più) presente un’interconnessione verso nord con la linea internazionale della Val Pusteria;

-la rete ferroviaria provinciale si estende su tre rami centrati su Ponte nelle Alpi rispettivamente verso Calalzo di Cadore (nord), Feltre – Montebelluna (sud-est) e Conegliano Veneto (sud). Le linee ferroviarie servono gran parte dei territori più densamente abitati (la Valbelluna, Longarone, Centro Cadore). La stazione di Belluno è collocata, nel contesto urbano, in posizione relativamente centrale. La maggior parte delle linee su gomma che servono il capoluogo fanno capo alla stazione ferroviaria che quindi si trova in condizioni favorevoli ad assumere il ruolo di nodo di scambio. Il servizio su gomma è costituito da una rete relativamente fitta di collegamenti che copre in modo capillare l’intero territorio provinciale;

-sull’infrastruttura a disposizione circola una grande varietà di treni che si differenziano per percorso, fermate effettuate, temi di viaggio e minuti di partenza. L’orario è costruito secondo il principio della “specializzazione” delle linee, gli orari non sono cioè sistematici (percorsi costanti, orari ripetitivi, etc.) ma orientati al soddisfacimento di bisogni specifici (servizio scolastico, servizio di un impianto produttivo, etc.);

-i collegamenti da e verso nord (Austria e Germania) sono carenti dal punto di vista stradale e inesistenti da quello ferroviario.

Tenuto conto che:

-i trasporti pubblici sia locali che nazionali sono fondamentali per lo sviluppo economico dei territori e devono essere potenziati e migliorati, soprattutto nei territori a forte richiamo turistico ed economico;

-prossimità di Belluno e le Dolomiti con Venezia, e con la sua straordinaria capacità di attrazione turistica: moltissimi turisti raggiungono Venezia senza automobile e possono essere quindi considerati possibili clienti di un sistema di trasporto pubblico efficiente e di qualità che gli permettesse di raggiungere confortevolmente le mete dolomitiche;

-la sovrapposizione di attrazioni turistiche con insediamenti produttivi e quindi del traffico pendolare con quello turistico, permette un carico armonico del sistema di trasporto pubblico riducendo gli effetti dei cicli stagionali e settimanali (come ad esempio anche nel caso della Val Venosta);

-la capacità di distribuzione della ferrovia è migliorabile non solo con l’aumento dei terminali d’accesso (fermate) ma anche tramite l’istituzione dell’orario cadenzato e dalla possibilità di formare nodi di scambio coordinati (funzionamento a “rendez-vous”);

-bisognerebbe valorizzare le ferrovie Bellunesi come prodotto turistico di qualità sulla falsa riga del “Glacier Express” (Zermatt – St. Moritz) in Svizzera. Studio dell’anello ferroviario delle Dolomiti con la riattivazione della Calalzo – Cortina – Dobbiaco e la costruzione dell’allacciamento alla linea della Val Sugana (Feltre – Primolano);

-per intervenire concretamente sullo stato attuale della Ferrovia delle Dolomiti servono 60-80 milioni di euro per elettrificare le linee da Castelfranco a Belluno e da Belluno a Conegliano, completando così l’anello oggi interrotto dai differenti modi di trazione. Il progetto ha il sostegno del governo: gli adeguamenti delle linee ferroviarie sono stati previsti anche dalla legge di Stabilità 2016 che ha potenziato i trasferimenti a Rfi per questo capitolo di spesa, come riferisce il deputato De Menech alla stampa (http://www.bellunopress.it/2016/01/09/ferrovia-dolomiti-de-menech/).

Tutto ciò premesso, i sottoscritti consiglieri

interrogano la Giunta regionale

per sapere se la Regione Veneto ha partecipato o sta partecipando al primo bando sui trasporti CEF: inviti a presentare proposte nell’ambito del Meccanismo per collegare l’Europa (CEF), la cui scadenza è fissata per il prossimo 16 febbraio. È l’occasione sia per migliorare ed elettrificare la tratta ferroviaria esistente nel bellunese che per la realizzazione della nuova linea ferroviaria Calalzo-Dobbiaco e Feltre-Primolano, realizzando finalmente il cosiddetto anello delle Dolomiti.

RISPOSTA REGIONE VENETO (formato pdf)

 

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Pubblicato giorno 8 marzo 2016


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