Caso Sappada: D’Incà (M5S): “Impariamo a non avere confini”

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Sul caso del referendum di Sappada per il passaggio in Friuli Venezia Giulia, interviene il deputato Federico D’Incà del Movimento 5 Stelle: “Abbiamo perso la più grande occasione di cambiare le sorti del territorio bellunese”.

D’Incà non usa mezzi termini e accusa il PD: “Il Partito Democratico deve prendersi la responsabilità politica di aver chiuso la nostra Provincia in una colata di cemento inchiodata a forme preistoriche di organizzazione territoriale.” E ancora: “Il PD ha tolto al parlamento italiano il diritto di voto sul referendum di Sappada: non hanno avuto il coraggio di votare perché avevano la certezza che così facendo il Parlamento si sarebbe espresso in modo positivo al passaggio”.

Con il Si del Parlamento si sarebbe “rotto l’argine” fra le Regioni a statuto ordinario e quelle a statuto speciale.

Il parlamentare bellunese punta il dito e sottolinea: “Assistiamo alle toppe delle Serracchiani che vuole la Provincia di Belluno nel Friuli. Vorrei ricordare che la Serracchiani è Vice segretario del PD e se intende seguire con i fatti le parole, deve portare in Parlamento questo atto.”
Per il M5S “si tratta dell’ennesima frottola del PD nei confronti del bellunese: la Serracchiani deve dimostrare a Sappada che ha il coraggio di accettare un comune bellunese in Friuli facendo votare il PD sul referendum.”

“Per chi ha paura che il Piave nasca in Carnia” ribadisce D’Incà “posso solo dire che il nostro fiume ha sempre avuto le sorgenti sotto il Peralba, da migliaia d’anni ben prima che esistessero gli stati, le regioni o i regni d’Europa. Ecco perché i bellunesi ed i veneti devono ricordare che le acque, nello scorrere dei fiumi, non hanno confini.”

“Impariamo anche noi, come l’acqua dei nostri fiumi, a non avere confini. Solo in questo possiamo proteggere le nostre comunità” conclude D’Incà, attuale Presidente del gruppo parlamentare alla Camera del M5S.

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Pubblicato giorno 19 marzo 2016


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