Competenze servizi culturali provinciali di Belluno e Rovigo (interrogazione e risposta)

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CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO

DECIMA LEGISLATURA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA  N.  28

FAR CHIAREZZA SULLE COMPETENZE DEI SERVIZI CULTURALI PROVINCIALI DI BELLUNO E ROVIGO

presentata l’8 settembre 2015 dal Consigliere Brusco

Premesso che:

-la legge di riforma dei livelli di governo del Paese si prefigge lo scopo di un riordino complessivo delle competenze con l’obiettivo di rendere più efficaci ed efficienti i processi decisionali e gestionali;

-con la riforma delle Province voluta dal ministro Del Rio e la legge di stabilità, diversi servizi culturali – fra cui i sistemi bibliotecari e i sistemi museali – sono a rischio di sopravvivenza, poiché queste funzioni non sono né del tutto riconducibili alle funzioni fondamentali oggi previste dalla legge né sono state adottate su delega o per conferimento regionale.

Considerato che:

-le Province, per rispondere ad esigenze della propria comunità in particolare in campo culturale, hanno istituito nel tempo musei, fondazioni, consorzi, biblioteche; attraverso lo sviluppo di reti di comuni, hanno dato vita ai Sistemi Bibliotecari Provinciali (SBP) – anche attraverso gestioni associate che hanno permesso di contenere i costi, rendere più efficienti i servizi, condividere mezzi informatici, acquisti, servizi di trasporto – che sono diventati luoghi di eccellenza, con misurabili impatti sociali ed economici favorevoli;

-il Sistemi Bibliotecari Provinciali (SBP) si configura tipicamente come servizio di area vasta, perché si ispira ai principi di cooperazione e garantisce uguali servizi su tutto il territorio, permettendo agli enti aderenti di coniugare efficacemente la qualità dei servizi pubblici con il risparmio di risorse, in un tempo storico di grave crisi economica e sociale.

Constatato che:

-i Sistemi Bibliotecari Provinciali (SBP) delle province di Belluno e di Rovigo, che da vent’anni svolgono un’attività imprescindibile per il territorio, sono minacciati di chiusura, perché la cultura non rientra più tra le funzioni fondamentali delle province e la Regione Veneto tarda ingiustificatamente a decidere chi dovrà occuparsene. Con la chiusura del SBP verrebbe meno una parte importante dei servizi fino ad oggi forniti gratuitamente dalle biblioteche agli utenti, servizi che finirebbero ridimensionati o messi a pagamento (prima di tutto, il prestito interbibliotecario);

-i piccoli Comuni, che non dispongono di risorse finanziarie adeguate per sostenere i servizi delle biblioteche civiche, solo grazie al sistema provinciale possono dare ai propri residenti l’opportunità di non essere cittadini di serie B. Le piccole biblioteche dei comuni più periferici, senza il supporto del SBP, rischierebbero l’immobilità se non addirittura la chiusura.

Visto che:

-il Centro Servizi del Sistema Bibliotecario Provinciale di Rovigo mantiene il catalogo collettivo, cura il prestito interbibliotecario, si occupa della catalogazione centralizzata, dell’aggiornamento degli operatori, degli strumenti informatici utilizzati per la gestione dei servizi di reference locale, coordina e promuove la partecipazione a progetti condivisi di promozione alla lettura, svolge un’attività di consulenza tecnica e scientifica insostituibile. Il servizio infatti coinvolge 53 biblioteche di 41 comuni della provincia. Nel 2014 il servizio ha garantito 140mila prestiti agli utenti polesani, di cui 14mila attraverso il prestito interbibliotecario;

-con la riforma della provincia di Rovigo, è previsto il taglio dei costi del personale del 50% nelle funzioni non fondamentali. Di fatto è a rischio il servizio di SBP, che ha costi di 120mila euro per il personale bibliotecario, formato da 3 addetti a tempo pieno e 1 part time (1coordinatore, 1corriere bibliotecario, 1collaboratrice e informatrice allo sportello, 1 amministrativo part time) . Gli uffici provinciali si occupano anche delle attività culturali e degli eventi annuali come festival di musica, danza e letteratura, oltre che gestire villa Badoer, unica villa di Palladio in provincia di Rovigo.

Il 31/05/2015 era la scadenza per la provincia di Rovigo per indicare i nominativi degli esuberi, mentre la regione Veneto ha tempo fino al 31/12/2015 per decidere a chi va in carico il servizio.

Preso atto che:

-la Provincia di Belluno, a causa dei tagli legati alla legge di stabilità e dell’incertezza della conferma delle proprie funzioni, non ha più le risorse necessarie per tenere in piedi il SBP, che coordina le biblioteche del Bellunese – una rete di 65 biblioteche (41 comunali, 9 scolastiche e 15 “speciali”) – e che nel 2014 ha garantito a 17mila utenti di ottenere 151mila prestiti di libri, dvd o cd musicali, di cui 10mila prestiti interbibliotecari, realizzando un risparmio per la collettività di quasi 3 milioni di euro. Nel 2009 il trasferimento per questo capitolo di spesa ammontava a circa 60mila euro, è stato progressivamente ridotto fino a circa 20mila euro per scendere a 6mila euro nel 2015 e 0 euro per il 2016;

-nelle zone periferiche del territorio le biblioteche sono forse l’unico centro culturale del comune (non ci sono né librerie né cinema né teatri né altri luoghi di aggregazione culturale in zone come la Valzoldana, il Cadore, l’Agordino o l’Alpago) e l’utenza del prestito interbibliotecario è maggiore nelle biblioteche periferiche: cancellare questo servizio significa togliere la possibilità a questi utenti di utilizzare l’intero catalogo provinciale. Non saranno solo le biblioteche a risentire dei tagli dei trasferimenti perché gli stessi uffici, oltre che della rete delle biblioteche, si occupano della rete museale: senza risorse chiuderà anche il museo etnografico di Seravella e l’istituto culturale ladino;

-per le biblioteche della provincia di Rovigo e Belluno si prospettano queste conseguenze:

-fine del servizio di catalogazione centralizzata (248.000 materiali catalogati dal SPB tra il 1996 e il 2014 a Belluno);

-cessazione del collegamento settimanale tra le biblioteche (quasi 10.000 volumi trasportati nel 2014 a Belluno);

-fine di ogni attività di formazione, aggiornamento e assistenza ai bibliotecari nel loro lavoro quotidiano;

-stop alla gestione e sviluppo dei servizi online per gli utenti (catalogo web e nuovo portale delle biblioteche);

-fine di ogni progetto comune per la promozione della lettura, come Nati per Leggere o gli sconti con la tessera utente.

Il sottoscritto consigliere

interroga la Giunta regionale

-per fare pressione presso il governo affinché venga istituito urgentemente un tavolo di confronto tra Stato e Regioni per salvaguardare i sistemi bibliotecari provinciali con un intervento legislativo adeguato, lungimirante e tempestivo, coerente all’importanza di questi servizi;

-per provvedere con la massima urgenza alla definizione delle competenze dei servizi culturali, fino ad oggi in capo alle province, poiché allo stato attuale queste funzioni non sono né del tutto riconducibili alle funzioni fondamentali oggi previste dalla legge né sono state adottate su delega o per conferimento regionale;

-per considerare che tale decisione dovrebbe avvenire in tempi brevissimi poiché un servizio pubblico che funziona, come quello del Sistema Bibliotecario Provinciale, che genera risparmi a favore dei bilanci comunali ormai asfittici e di cui tutti i cittadini – soprattutto i meno abbienti – possono godere, non può e non deve essere chiuso né ridimensionato per mancanza di fondi o personale;

-affinché sia la Regione ad accollarsi le competenze specifiche e le risorse, senza far ricadere i costi economici sui singoli comuni proprio per continuare a garantire un servizio pubblico, efficiente e gratuito soprattutto nelle province di Rovigo e Belluno che, per la loro conformazione orografica e di distribuzione della popolazione sul territorio, risultano le più fortemente penalizzate.

RISPOSTA REGIONE VENETO (formato pdf)

 

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Pubblicato giorno 21 marzo 2016


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