Polizia di Stato: disagi anche in Provincia di Belluno

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Negli ultimi anni il Governo ha progressivamente ridotto le risorse per la Polizia di Stato che ora si trova in una carenza cronica di uomini e mezzi adeguati. “La situazione per le forze dell’ordine è critica ma a nulla sono servite le proteste ed i comunicati stampa dei sindacati di polizia puntualmente ignorati dal Governo” spiega Federico D’Incà, attuale Presidente del gruppo parlamentare M5S alla Camera.
Dopo il malore del segretario generale Tonelli, anche il sindacato provinciale Sap di Belluno ha deciso di partecipare allo sciopero della fame davanti a Montecitorio, per proseguire la sua azione e portare all’attenzione anche i problemi di Belluno, ignorati nonostante le denunce.

La segreteria Sap di Belluno spiega che, nonostante le esigenze di contrasto alla microcriminalità e alla malavita presenti nel bellunese, non «si riesce a organizzare più di una volante per turno e il Dipartimento continua a non inviare nuovi uomini». Mancano inoltre i fondi per quasi tutto: le lezioni di aggiornamento professionale non sono all’altezza, le munizioni per le esercitazioni in poligono sono difettose e pericolose, le pulizie delle strutture sono pressoché inesistenti.

Rispetto all’organico previsto dal decreto ministeriale, la situazione nel bellunese al 31 dicembre 2015 è la seguente: la questura, con sede in Belluno che espleta le funzioni di autorità provinciale di polizia di Stato risulta sottodimensionata di 27 unità; il commissariato di polizia di Stato di Cortina d’Ampezzo, che assolve funzioni di autorità locale di polizia di Stato per la conca ampezzana, risulta sottodimensionata di 7 unità; la sezione polizia stradale di Belluno che assolve funzioni specialistiche per la sicurezza del sistema viario ha un organico complessivo di 25 unità ed i distaccamenti della polizia stradale di Feltre e della Valle di Cadore sono sottodimensionati di 9 unità ciascuno (organico previsto di 25 unità per distaccamento).

La situazione più esposta è quella della questura dove, anche a causa di aggregazioni verso altre sedi, per gli impegni estemporanei ma anche prolungati quali i servizi di sicurezza e soccorso nei comprensori sciistici che impegnano 4-5 dipendenti per circa 5 mesi all’anno, piuttosto che i servizi di scorta e tutela personalità, si fatica a garantire il servizio di copertura sulle 24 ore delle volanti.

Per la polizia stradale i numeri dimostrano eloquentemente i deficit in termini di vigilanza stradale sul fragile sistema viario provinciale notoriamente interessato da interruzioni, frane, smottamenti, deviazioni di traffico e altro. Ad esasperare ulteriormente il già precario bilancio vi è la prospettiva a breve termine di ulteriori ed imminenti esodi pensionistici che condanneranno definitivamente le strutture ad un inesorabile declino difficilmente recuperabile.

“Ad Angelino Alfano, Ministro dell’Interno, ho sollevato la problematica degli attuali incerti standard di sicurezza pubblica” dichiara il deputato D’Incà “che hanno visto una perdita di quasi 6000 operatori negli anni 2012-2016, da sommarsi alla carenza di organico di 15 mila poliziotti, come denunciato dal sindacato Ugl. Ma soprattutto quali iniziative intenda assumere e quando, per risolvere la situazione critica di Belluno. In ballo c’è la pubblica sicurezza, in un momento in cui l’emergenza migranti mette a dura prova le forze dell’ordine, sia per la gestione dei flussi che per garantire la sicurezza, per non parlare dell’allerta terrorismo: dopo l’allarme nel nostro Paese, il terribile attentato a Bruxelles ci fa comprendere quanto sia importante l’opera di intelligence e di prevenzione delle nostre forze dell’ordine sul territorio” conclude D’Incà.

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Pubblicato giorno 30 marzo 2016


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