Vicenza, M5S: Popolare massacra piccoli soci, politica connivente

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E’ un massacro per gli azionisti, uno sfregio a chi ha creduto nel buon nome e nel rapporto di fiducia con una banca di territorio che esiste da 150 anni. L’aumento di capitale con un valore, possibile, di 10 centesimi per azione indicherebbe che l’istituto vale meno degli emolumenti dei suoi ricchi amministratori”. Lo denuncia il Deputato Federico D’Incà del Movimento 5 Stelle, in merito a Banca Popolare di Vicenza.

Rischiamo di vedere un’offerta sul mercato con 17 miliardi di nuove azioni – aggiunge – E’ la fine di un modello sociale di banca, massacrato da una gestione ventennale sciagurata che si è consumata sotto il naso di tre governatori di Bankitalia e con la silente connivenza di tutta la classe politica veneta”.

Confidiamo naturalmente nel lavoro dei magistrati, gli unici che possono darci verità e giustizia, dato che persino l’assemblea dei soci, guarda caso la prima senza più il voto capitario ma in base alla quota di partecipazione, aveva rinunciato clamorosamente all’azione legale contro le vecchie gestioni”, spiegano i portavoce M5S.

Continueremo a vigilare su tutta la vicenda, terremo accesi i riflettori e resteremo dalla parte dei piccoli soci che spesso sono stati costretti a diventarlo, essendo vittime di un ricatto da parte dell’istituto. La tutela costituzionale del risparmio – chiudono gli eletti veneti del Cinquestelle – rimane una delle battaglie chiave della nostra azione politica”

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Pubblicato giorno 22 aprile 2016


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