Banche venete e cittadini truffati: vogliamo giustizia!

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Il 20 luglio scorso, con Simone Scarabel consigliere regionale del M5S e Enrico Cappelletti Senatore del M5S, ho partecipato a Treviso alla manifestazione indetta da Don Torta contro la più grande truffa bancaria perpetuata nei confronti dei Veneti con Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

Sarò sincero: sono tornato a casa con una certa delusione e cercherò di sintetizzarla in alcuni punti.

1) Sembrava la manifestazione della Lega. Fatta apposta per coprire tutti i silenzi della Lega Nord in questi mesi dove sono spariti i soldi dei risparmi in Veneto Banca e Banca Popolare di Vicenza dei cittadini veneti ingoiati dalla bocca feroce di banchieri e nel silenzio delle istituzioni italiane.

2) Voglio chiarire perché credo che la Lega abbia delle colpe.
Innanzitutto, togliamo di mezzo la questione giudiziaria; sono i magistrati che fanno le indagini e sono i giudici a dare le sentenze, io sono un parlamentare e contribuisco nel fare le leggi. Per questo motivo, alla Lega non addosso colpe giudiziarie, in quanto mancanti, ma di etica e di visione del territorio. La Lega, in tutti questi anni di governo della Regione Veneto, non si è mai accorta di cosa facevano Galan e Chisso con il Mose e le grandi opere, non si è mai accorta dell’inquinamento dei PFAS, non si è mai accorta di cosa succedeva in Banca Popolare di Vicenza ed in Veneto Banca. Queste sono le colpe che mi portano a dire che gli incompetenti o, semplicemente, quelli che si fanno passare di tutto sotto il naso, devono andare a casa.

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Oggi giorno si tratta di andare oltre l’onestà del singolo, che ripeto, è sancita dalle indagini della magistratura e dalle valutazioni dei giudici nei tre gradi di giudizio. Sono sempre più sicuro che in politica devono essere presenti gli Onesti, ma non basta: deve essere un diritto del cittadino avere l’Onesto Intelligente.

Sempre di più, credo che al Veneto sia mancato un progetto. Per molti anni alla locomotiva d’Italia non ha avuto il capotreno e andava errante lungo il primo binario che trovava. Una visione politica di corto raggio, senza innovazione, ha portato il Veneto ad un tracollo finanziario e del credito che si ripercuoterà sul futuro delle nuove generazioni e delle piccole e medie aziende del territorio. La cecità della classe dirigente veneta ha altri aspetti, come ad esempio gli Enti Fiera che scelgono strade separate a seconda dei colori politici o come le sezioni di Confindustria, spesso in lotta al loro interno e divise a livello nazionale. Sicuramente è un problema veneto, dovuto io credo, alla troppa lontananza del potere politico dal territorio, da cui nasce anche la nostra costante ricerca di autonomia legislativa e indipendenza ed una scarsa capacità di mandare a Roma o in Europa persone capaci e di altissimo profilo.

Il risultato è semplice: Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca.

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3) Adesso mettiamo insieme la mia delusione per la manifestazione e le considerazioni fatte sulla Lega. Sottolineo tutta la mia vicinanza a Don Torta, il quale da sempre si batte per aiutare i risparmiatori truffati e che ha guidato la manifestazione a Treviso sempre con grande coraggio. Posso però dire con certezza che se Don Torta, Miatello e l’Avvocato Andrea Arman non avessero con più interventi calmato o meglio sedato i manifestanti prima dell’intervento del Presidente Luca Zaia, oggi saremo a parlare di rivolta contro Zaia e la Lega. Perché hanno fatto questo intervento?

Credo perché la Regione Veneto ha promesso 500.000 euro per coprire le spese legali delle cause e ricorsi contro le banche e perché sempre la Regione si costituirà parte civile nel processo contro chi ha distrutto miliardi di risparmio veneto. E’ qui che nasce la delusione nei confronti degli organizzatori. Luca Zaia e la Lega non dovevano essere protetti, ma dovevano affrontare i veneti. Quei veneti scesi finalmente in piazza e finalmente molto arrabbiati. Oltre a questo, doveva essere permesso a tutte le forze politiche di poter intervenire e non soltanto in pratica alla Lega. Le vere colpe del Presidente Zaia stanno in tutto questo silenzio ed in questo ritardo; se invece di parlare di referendum sull’autonomia, in questo anno avesse parlato di banche dalla mattina alla sera, oggi l’attenzione mediatica dei mass media nazionali sarebbe ad un altro livello. Se la Regione avesse avuto il coraggio di esporsi un anno fa, quando noi chiedevamo altri tipi di interventi e di non passare alla società per azioni, oggi forse avremo un’altra situazione.

E allora Presidente Zaia le voglio dire che non basta usare la capacità comunicativa, il dialetto veneto come arma per avvicinare il popolo, affrontare con decisione la piazza o dire di aver perso dei soldi. Non basta. La Lega, a parte il collega parlamentare Busin che ha sempre seguito con attenzione e nel merito la vicenda, si è dimostrata senza idee e spesso impaurita. Sperava di essere giunco che si flette alla tempesta, ma non basta piegarsi quando si è di fronte ad un aratro che stradica la terra. E proprio dall’aratro che passa sui campi del Veneto, prendo atto per chiedere ai veneti una nuova semina ma questa volta fatta di cittadini attivi nelle istituzioni attraverso il Movimento 5 Stelle.

Abbiamo bisogno anche in Veneto di un reale cambiamento.

Nel concludere, voglio trasformare la delusione in felicità per aver visto finalmente migliaia di persone in piazza, un segno che forse in questo Veneto qualcosa si muove. E’ giunta l’ora per le persone di buona volontà di riprendersi il Veneto e di avere finalmente una guida in grado di ascoltare il territorio, portare nelle istituzioni i migliori cittadini veneti, quelli che chiamo “GLI ONESTI INTELLIGENTI”.

Abbiamo bisogno di persone brave, non solo di brave persone. (Henry Ford)

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Pubblicato giorno 25 luglio 2016


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