Lattebusche punta sul biologico, il M5S condivide e supporta la scelta

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Mercoledì 10 agosto, c’è stato un nuovo incontro tra la Lattebusche e alcuni esponenti del Movimento 5 Stelle. Il Presidente Augusto Guerriero e il Direttore Generale Antonio Bortoli hanno infatti accolto il consigliere regionale Simone Scarabel e il deputato Federico D’Incà, per discutere insieme della nuova importante svolta che l’azienda bellunese vuole dare alla propria produzione, ovvero la produzione e commercializzazione di prodotti biologici attraverso il latte bellunese.

“E’ stato un incontro costruttivo” commenta D’Incà “mi auguro che l’iniziativa di Lattebusche venga seguita con attenzione da tutte le forze politiche. Non possiamo farci sfuggire questa grande occasione di rilancio per il nostro territorio, la strada del biologico per l’agricoltura bellunese è solo all’inizio ma deve essere incentivata in tutte le sedi”.

La Lattebusche vuole puntare inizialmente su alcune zone del bellunese particolarmente ricche di biodiversità e particolarmente “pure” dal punto di vista ambientale, come sono l’alto Cadore, il Comelico e Sappada, per la produzione di latte biologico e dei successivi formaggi.

“Siamo assolutamente favorevoli a questa scelta dell’azienda bellunese” dichiara Scarabel “che secondo noi rappresenta anche un forte segnale e stimolo alla zootecnia di montagna e può portare nuova redditività alle aziende del settore in forte crisi per un prezzo del latte ai minimi storici”.

I portavoce del M5S confermano di voler fare il possibile per supportare le produzioni biologiche in Regione Veneto, ed in particolare nel bellunese, durante il processo di trasformazione, perchè i costi di conversioni, come tutti sappiamo, pesano enormemente sulla scelta di passare al biologico da parte delle nostre aziende agricole.

D’Incà e Scarabel inoltre ribadiscono l’appello: “Chiediamo anche alle altre forze politiche bellunesi e venete di farsi promotrici di tutte quelle iniziative a livello legislativo che possano permettere di aiutare questa nuova filiera e soprattutto di rivedere il Piano di Sviluppo Rurale già nel 2017 della Regione Veneto: è necessario dare nuova forza e stimoli al settore del biologico, aiutando le aziende bellunesi e venete con incentivi e aiuti.”

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Pubblicato giorno 12 agosto 2016


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