Immigrazione in Italia: dati reali, rimpatri ed espulsioni

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Alcuni dati sull’immigrazione nel nostro Paese, utili per fare chiarezza su un argomento delicato.

Nel 2016, circa 170mila migranti sono entrati nel nostro Paese (l’Italia ha 60 milioni di abitanti): lo 0,28 % della popolazione italiana, un trend in crescita del 17% rispetto al 2015.
La stragrande maggioranza dei migranti che arrivano in Italia – ben «
l’80%» circa secondo l’ultima stima diffusa dal commissario Ue sono economici, da considerare come «irregolari», e come tali, secondo la politica europea, da rimpatriare. I rimpatri forzati degli irregolari sono stati solo 12.406, meno del 10%.
Ricordo che
oggi un richiedente asilo resta in attesa di una risposta non meno di due anni: i primi 12 mesi servono solo per istruire la pratica e ottenere risposta alla richiesta di protezione presentata alla commissione territoriale.

RIMPATRI
La macchina delle espulsioni ha mille intoppi: dei 34mila “cacciati” dal nostro Paese nel 2015, oltre 18mila, più della metà, sono rimasti in Italia e solo 3.688 sono effettivamente tornati a casa.
L’Italia gravita al 24esimo posto (su 28) in Europa per numero di rimpatri, nel 2014 abbiamo effettivamente rispedito a casa il 20,9 per cento di quanti avevano un biglietto di sola andata. Gli inglesi sono al 71 per cento, i tedeschi al 63,9.

CLASSIFICA ESPULSIONI PER PAESI UE (DATI AL 2014) (non confondere espulsioni con rimpatri, il primo è un procedimento giuridico, il secondo un’azione coatta, visto che laddove il migrante non vuole tornare nel suo Paese il rimpatrio deve essere forzato).

1. Francia ha espulso 86.955 immigrati.
2. Grecia ha espulso 73.670 immigrati.
3. Regno Unito 65.365 espulsi.
4. Spagna 42.150.
5. Italia 25.300
6. Germania 2013 aveva espulso 25.380 persone.
 

Dopo tutti questi dati, voglio solo ricordare che IMMIGRATO NON VUOL DIRE TERRORISTA e che i TERRORISTI SONO BESTIE CRIMINALI da catturare attraverso un lavoro di intelligence e polizia internazionale che identifichi, oltre ai singoli individui, il motivo per cui si sono creati questi gruppi che portano morte e paura in Europa e nel mondo intero.

Chiudo esprimendo tutta la mia vicinanza alla famiglia di Fabrizia Di Lorenzo che ha perso la vita nell’attentato di Berlino. Come padre, non riesco nemmeno ad immaginare l’immensità del dolore. 

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Pubblicato giorno 28 dicembre 2016


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