Pene reali per chi commette reati in materia bancaria

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“Dopo gli errori nell’aver accettato il bail-in da parte del governo e la maggioranza del PD, finalmente si arriva ad una mozione del Parlamento sul tema bancario. Ma questo non basta perché la maggioranza, con grande ritardo, si è accorta che va riscritta la normativa a livello Europeo.” Sono queste le parole del Deputato Federico D’Incà del M5S.

“Tutti erano a conoscenza che la normativa europea, per il nostro sistema bancario, era troppo stringente, una vera e propria mannaia dopo che le nostre stesse banche hanno erogato credito in modo allegro arrivando ad oltre 300 miliardi di sofferenze bancarie nel nostro Paese.”

Secondo il parlamentare bellunese si tratta di “una gestione in malafede e non bastano le sanzioni minimali di Banca d’Italia dopo che tutti hanno capito che la politica è entrata nelle banche.”

“Come Movimento 5 Stelle vogliamo i nomi di chi ha autorizzato questi crediti, spesso fatti agli amici di amici e, dopo averli finalmente ottenuti, devono essere denunciati perché hanno screditato il sistema bancario del nostro Paese, denunciando anche i partiti che hanno coperto queste persone.”

Il M5S ha proposto 19 punti nella propria mozione che secondo D’Incà “potevano sbloccare la congiunzione economica negativa, dando credito all’economia reale.”
Oltre a questo, sono stati consegnati prospetti a chi acquistava titoli al di fuori della portata della comprensioni dei clienti: “un atto scellerato nei confronti di pensionati che hanno impegnato i propri risparmi in investimenti a rischio.”

“Il governo deve sciogliere tutti i nodi sui rimborsi e poi vanno definite pene reali per chi commette reati in materia bancaria.
L’unica cosa positiva potrebbe sembrare l’attivazione di una commissione d’inchiesta sull’attività di tutte le banche che però non potrà essere effettivamente messa al lavoro prima del termine della legislatura.”

Per l’ex Presidente del gruppo Parlamentare del M5S alla Camera, “sembra solo l’ennesima presa in giro: la commissione va attivata già nei prossimi giorni ed il governo deve procedere a attuare la mozione del Parlamento al più presto. I cittadini del nostro Paese vogliono giustizia a partire da quel Veneto che ha visto sparire risparmi per 10 miliardi di euro con l’azzeramento del valore delle azioni di Popolare di Vicenza e Veneto Banca” conclude D’Incà.

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Pubblicato giorno 11 gennaio 2017


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