Profughi: la chiusura degli hub deve essere strettamente legata e direttamente proporzionale all’accoglienza diffusa

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“L’annosa problematica dei profughi deve essere affrontata con urgenza e al contempo non deve essere strumentalizzata: la richiesta dei manifestanti di Bagnoli sulla chiusura degli hub è assolutamente legittima ma essa deve essere direttamente proporzionale alla disponibilità all’accoglienza diffusa da parte dei sindaci” dichiara il deputato bellunese Federico D’Incà.

Secondo il parlamentare è “fondamentale seguire una progettualità di accoglienza diffusa affinché i profughi possano essere inseriti in percorsi di accoglienza e di integrazione: altrimenti si rischia che tutte queste persone, ammassate in grandi centri, non abbiano nessuna prospettiva e siano facilmente ricettacolo di comportamenti deviati. L’accoglienza diffusa è dunque una risposta concreta per far sì che tali comportamenti -come le molestie alle dipendenti di Bagnoli e il caso di prostituzione a San Siro – vengano meno.”

“Non dobbiamo poi dimenticarci che in molti sono pronti a lucrare sulla gestione di questi centri e che ci sono soggetti spregiudicati che farebbero di tutto per aggiudicarsi i bandi al massimo ribasso come per la gestione dei centri di San Siro di Bagnoli. E le mafie non stanno a guardare, il rischio di una mafia capitale tutta veneta è dietro l’angolo” prosegue il parlamentare pentastellato.

“Da sempre il M5S si batte contro “Dublino III”; la tratta degli esseri umani deve essere combattuta con forza ed è fondamentale una più efficace azione nei confronti dei Paesi di origine e di transito. Le procedure di rimpatrio degli non aventi diritto all’asilo devono essere assolutamente velocizzate e, al contempo, deve essere incrementato l’organico delle commissioni territoriali per il riconoscimento della protezione internazionale. Solo gli aventi diritto è giusto che siano accolti” ribadisce il deputato.

“L’interrogativo che si pone è quello di continuare a gestire i profughi in grandi centri oppure scegliere di abbracciare pratiche di accoglienza diffusa; la risposta ce la possono fornire i sindaci con una visione di lungo periodo e senza la necessità di ricalcare facili posizioni politiche alla Salvini con l’unico obiettivo di racimolare qualche voto in vista delle prossime campagne elettorali” conclude D’Incà.

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Pubblicato giorno 22 marzo 2017


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