Legittima difesa: ancora una volta propaganda elettorale e leggi scritte male

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“Il dibattito sulla legittima difesa è stato puramente basato sulla propaganda elettorale dimenticando la realtà, per questo motivo abbiamo votato contro. La sicurezza e la giustizia devono essere in primis assicurati dallo Stato. Ma diventa difficile se i governi precedenti e attuali non investono risorse sulle forze dell’ordine o su piani di prevenzione” così in una nota congiunta i parlamentari della commissione giustizia M5S e il deputato Federico D’Incà.

“Abbiamo fatto una proposta seria e concreta in merito all’indennizzo dovuto alle vittime di reati violenti, perché ad oggi è un fondo assolutamente inutile per i troppi paletti messi per impedire che tutti i cittadini possano accedervi. Questa nostra proposta è stata bocciata, così chi subisce un reato violento non ha assolutamente nessun sostegno da parte dello Stato, e questa è una vergogna” prosegue il deputato M5S bellunese.

“Le norme che sono state avanzate dai partiti sulla legittima difesa sono scritte con i piedi: ad oggi il cittadino ha il diritto e deve difendersi se la sua incolumità o quella della sua famiglia è in pericolo; restano invece delle zone d’ombra e di incertezza che il Movimento 5 Stelle voleva chiarire con la sua proposta, che non è altro quella del famoso professore di diritto penale Tullio Padovani, venuto in Commissione Giustizia dicendo che non doveva essere toccato l’articolo 52 c.p. ma gli articoli 55 e 59 che creano maggiore incertezza ai cittadini e giudici, e così abbiamo fatto” prosegue D’Incà.

“Il Partito Democratico ha dimostrato ancora una volta, come i compromessi con Alfano creano pasticci normativi, pressato per motivi elettorali, ha partorito nella miglior ipotesi il nulla e nella peggiore l’incertezza, e i giornali ci sono cascati prendendolo come un passo avanti. Non possiamo che osservare come ancora una volta un’intera classe politica si sia agitata nei palazzi vanamente, dimenticando la realtà dei fatti”conclude il parlamentare.

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Pubblicato giorno 5 maggio 2017


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