Torrente Grisol (Longarone): basta speculazioni sulla pelle dei bellunesi

Torrente Grisol 001

“Ho voluto visitare di persona il torrente Grisol nel comune di Longarone accompagnato dal sindaco Roberto Padrin, dagli “amici del Grisol” ed Acqua Bene Comune che ancora una volta si trova sotto attacco con un ricorso in Cassazione della ditta che vuole installare un impianto di derivazione idroelettrico” annuncia il deputato bellunese Federico D’Incà.

Torrente Grisol 003Il Grisol, con l’omonima valle a cui si accede da Soffranco, è rimasto uno dei luoghi più integri, suggestivi e selvaggi del Bellunese; porta del Parco Nazionale, collegamento tra il Parco stesso e la Riserva Naturale Integrale della Val Toanella e Bosconero. 

“Non possiamo – prosegue D’Incà – “permettere che venga costruita un’inutile centralina che porterà ricchezza solo nelle tasche del privato. Una speculazione fatta sulla nostra pelle a danno dell’interna comunità bellunese.”

Secondo il parlamentare 5 stelle “torrenti come il Grisol vanno preservati dall’egoismo ed ingordigia di pochi che non amano le nostre montagne e che vedono nell’acqua solo enormi profitti” e promette battaglia: “Nei prossimi giorni depositerò un’interrogazione al ministero dell’ambiente e in Regione Veneto perchè la normativa europea e nazionale dice chiaramente che questi corsi d’acqua, ancora integri, non sono idonei all’installazione di impianti, cosa ampiamente riconosciuta dal ottobre 2016 il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche di Roma (TSAP) nella sua sentenza.”

“Invito la politica bellunese, sindaci, consiglieri comunali e regionali e parlamentari a farsi sentire in ogni sede. Abbiamo bisogno di coraggio e di un larghissimo fronte comune per fermare l’ennesimo scempio” conclude il deputato del Movimento 5 Stelle.

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Pubblicato giorno 9 maggio 2017


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One Comment on “Torrente Grisol (Longarone): basta speculazioni sulla pelle dei bellunesi

  1. apprezzo l’azione dimostrativa in val del Grisol per la salvaguardia di una valle così preziosa e gli appelli alle forze sociali e politiche per la salvaguardia di questi splendidi beni comuni. Mi chiedo però, non essendo informato, se qualche forza politica abbia presentato in parlamento proposte per la revisione radicale degli incentivi nel campo delle energie rinnovabili. Ammesso che l’Italia ne abbia ancora bisogno per raggiungere le quote di rinnovabili richieste dall’Europa, è giusto incentivare tutte le fonti rinnovabili? Una serie di pannelli solari sui tetti di capannoni in zona industriale non dà fastidio a nessuno, ma a terra in una zona verde, magari di pregevole valore paesaggistico, sono una bestemmia! Allo stesso modo una centrale a biomasse in una zona priva di segherie e scarti di utilizzazioni boschive in grado di alimentarla è una porcata! E per quanto riguarda le centraline idroelettriche, al di là del ridicolo effetto sul fabbisogno energetico nazionale, che senso hanno se i proventi non ricadono sullle popolazioni locali e non sono a diretto servizio di utlizzatori immediati (es. rifugi) o tolgono acqua e potenzialità per altri usi dei corpi idrici, turismo in primis? Ma si sa! Le centraline servono a chi le costruisce. Così si crea un ottimo sbocco per coloro che hanno già massacrato il territorio, soprattutto veneto, di fondovalle, con una marea di nuove edificazioni in gran parte invendute. Finito il lavoro in pianura adesso possono occuparsi della montagna! C’è una soluzione che di colpo risolverebbe il problema: l’abolizione degli incentivi, almeno per le centraline idroelettriche, per le centrali a biomasse che non abbiano un bacino di approviggionamento locale (40 Km max) e per i pannelli fotovolataici a terra.
    Ah dimenticavo: perchè se uno eredita la casa della nonna passata a miglior vita deve pagarci l’Imu seconda casa e chi costruisce abitazioni per lucro non paga nulla anche dopo anni di cattedrali invendute? Vabbè incentivare le imprese ma non credo che il paese possa continuare a puntare sull’edilizia a oltranza, oltre ogni limite di ragionevolezza! Sono altre le imprese che possono sollevare questo paese.
    Ringraziando per l’attenzione approfitto per chiedere a chi ha accesso a informazioni di prima mano se qualcuno stia facendo qualcosa in parlamento su questi temi e quali azioni concrete abbia casomai messo in atto il M5 stelle.
    Riccardo Tormen

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