Centralina sul torrente Grisol: depositata in parlamento un’interrogazione 

2161984_pckg_120148279602254509-20161227

E’ ORA DI FINIRLA CON LO SFRUTTAMENTO DELLE RISORSE IDRICHE PER MERE LOGICHE DI PROFITTO

Il Ministro dell’ambiente e il Ministro per gli affari regionali dovranno rispondere alla mia interrogazione relativa alla centralina sul torrente Grisol. Non è possibile che i nostri torrenti vengano prosciugati solamente per rispondere a delle mere logiche di profitto” così il parlamentare M5S Federico D’Incà.

“Già nel dicembre 2013 avevo presentato un’interrogazione relativa al massiccio sfruttamento delle risorse idriche del bacino del Piave a causa delle centraline che rovinano il paesaggio e impoveriscono i nostri torrenti. Avevo denunciato l’eccessiva richiesta di concessioni nella sola provincia di Belluno -dove sono presenti molti siti Unesco- e il fatto che non fosse rispettato il principio della direttiva 2000/60/CE di non peggioramento dello stato qualitativo dei corpi idrici da parte della regione Veneto” dichiara il deputato.

“Ora purtroppo mi ritrovo a dover intervenire nuovamente e ad interrogare il Governo per via dell’ulteriore richiesta di realizzazione di tre centraline a Belluno e a Ponte nelle Alpi (per le quali è chiamata ad esprimersi la provincia) e per la concessione rilasciata nel 2014 dalla regione Veneto alla società Elettroconsult srl per la realizzazione di una centrale idroelettrica sul torrente Grisol” incalza D’Incà.

“Questa concessione è stata annullata nel mese di ottobre 2016 dal tribunale superiore delle acque pubbliche grazie al un ricorso di cittadini ed associazioni ambientaliste dei comuni di Zoldo e Longarone; su questo provvedimento però pende il ricorso in Cassazione, presentato dalla società, che potrebbe mettere in discussione la sentenza del tribunale superiore delle acque pubbliche, consentendo di fatto la costruzione della centralina” continua l’esponente del M5S.

“Ho chiesto ai Ministri cosa faranno per rispettare i principi del decreto n. 29 del 2017 e se intendano verificare -anche tramite le tempestive valutazioni delle autorità di bacino competenti- i piani gestione delle acque, per evitare che la concessione di nuove autorizzazioni avvenga in contrasto con le norme comunitarie e nazionali. Ho chiesto inoltre di attuare una moratoria delle valutazioni dei progetti fin quando le linee guida non saranno pienamente operative” conclude D’Incà.

Pin It

Share This

Pubblicato giorno 8 giugno 2017


Ti é piaciuto questo articolo,
e vuoi ricevere per email i successivi?
Iscriviti alla newsletter!

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>