Revoca incarico a Visco di Banca d’Italia se quanto dichiarato dall’Avv. Malvestio risultasse veritiero

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“Ho depositato in Parlamento un’interrogazione al Ministro dell’economia e delle finanze in merito alle intercettazioni acquisite dalla procura di Roma in cui si è appreso che l’avvocato Massimo Malvestio ha disquisito con Massimo Lembo -dirigente di Veneto Banca- di un’operazione finanziaria da 400 milioni di euro posta in essere dalla Banca popolare di Vicenza che finanziava la società «Optimum» di diritto lussemburghese affinché sottoscrivesse azioni della banca intestandole formalmente a fondi amministrati da una consociata nell’isola di Malta” dichiara il parlamentare M5S bellunese Federico D’Incà.

“Per le connesse violazioni normative sono intervenute la Banca centrale europea e la Consob e si è appreso che le autorità maltesi abbiano revocato la «licenza ad operare» alla società che gestisce i fondi Optimum. L’avvocato Malvestio ha dichiarato inoltre che la stessa operazione è stata proposta anche a Veneto Banca e che gli sia stato confermato che l’operazione avesse «l’appoggio della Vigilanza». Infine lo stesso Malvestio ha dichiarato che il rifiuto di Veneto Banca a porre in essere l’operazione descritta «…sia stato all’origine dei guai con il dottor Barbagallo» capo del dipartimento di vigilanza bancaria e finanziaria della Banca d’Italia” incalza D’Incà.

“Se le dichiarazioni di Malvestio trovassero conferma, siamo di fronte non solo ad una grave violazione delle disposizioni normative di settore ma anche ad una non corretta gestione dei compiti di vigilanza attribuiti alla Banca d’Italia da parte dei propri esponenti, con gravi conseguenze sulla stabilità e sull’efficienza del sistema bancario e finanziario. Tutto ciò sarebbe gravissimo” prosegue il parlamentare bellunese.

“Nell’interrogazione ho chiesto dunque la revoca del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco se verrà verificato che Barbagallo non abbia esercitato correttamente le proprie competenze in termini di vigilanza in merito a questa operazione di 400 milioni di euro messa in atto da Banca popolare di Vicenza e se sarà confermata la sua interferenza nei confronti di Veneto Banca determinandone l’instabilità economico finanziaria” conclude D’Incà.

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Pubblicato giorno 23 giugno 2017


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